Il vantaggio di avere tre pollici

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Delle cinque dita, il più importante è il pollice opponibile, esso caratterizza i primati e la specie umana, consentendo una presa sicura e molti gesti altrimenti impossibili.

Tutto ciò ha ispirato la studentessa del  master di design industriale del Royal College of Art di Londra Danielle Clode nella creazione della protesi “il terzo pollice” come lavoro finale del suo percorso di studi, fatto non per risolvere un handicap (siamo infatti abituati a considerare la protesi come sostituta di arti mancanti), ma per aumentare le abilità naturali fornendo un controllo migliore nel manipolare oggetti. L’idea è che una tecnologia di questo tipo non dev’essere limitata ad aiutare le persone con disabilità, ma può essere impiegata per incrementare le funzionalità di chiunque.

Secondo la studentessa, il terzo pollice esamina la relazione tra il corpo e la tecnologia protesica in modo nuovo; è in parte strumento, in parte esperienza e in parte auto-espressione. Un modello per comprendere meglio la risposta umana alle estensioni artificiali; promuove il necessario dialogo sulla definizione di capacità. L’origine del termine stesso di protesi sta per “aggiungere”, non riparare o sostituire, ma estendere. In questa nuova visione delle cose, dieci dita non bastano più. Perché la tecnologia è pronta a permetterci di superare i nostri limiti, soprattutto quelli che pensavamo di non avere.

Il terzo pollice è stato realizzato in un materiale plastico flessibile, il Ninjaflex, mediante una stampante 3D che consente di personalizzare lo speciale strumento adattandolo alle dimensioni della mano di ogni utente. Il dispositivo è costituito da un braccialetto contenente i servomotori, minuscole corde che si collegano al pollice per il controllo del movimento, ed è controllabile tramite dei sensori di pressione inseriti nella suola di un paio di scarpe speciali e connessi in modalità wireless via Bluetooth. Per attivare il pollice l’utente esercita la pressione con il piede. Mani e piedi infatti hanno una coordinazione spontanea, che sperimentiamo ogni giorno ad esempio guidando l’auto. E visto che siamo abituati ai movimenti combinati, diventa subito un gioco da ragazzi utilizzare il nuovo pollice. Pur essendo ancora un prototipo “The Third Thumb” sta riscuotendo un’enorme successo, tanto da essersi già aggiudicato un premio: l’Helen Hamlyn Design Awards per la creatività.

 

Il vantaggio di avere tre pollici ultima modifica: 2017-09-06T17:00:44+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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