Urinocoltura addio grazie a MinION

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In Inghilterra, tra le ragioni più frequenti di prescrizione antibiotica ci sono le infezioni delle vie urinarie. Questo è quanto afferma David Livermore della Norwich Medical School della University of East Anglia. La maggior parte delle infezioni sono in forma lieve e interessano solo le basse vie urinarie, ma alcune possono essere molto pericolose. In alcuni casi, vanno ad invadere il torrente sanguigno dando così luogo all’urosepsi, che può risultare fatale. Nel 2014 in Inghilterra sono stati diagnosticati circa 30 mila casi di urosepsi da Escherichia coli, la maggior parte originata dalle vie urinarie. Gli antibiotici sono di importanza vitale, soprattutto in presenza di sepsi e vanno somministrati prontamente. Purtroppo, servono almeno due giorni per ottenere le colture batteriche e per ottenere poi l’antibiogramma che guida la prescrizione antibiotica, ed è per questo motivo che, in attesa degli esami i medici sono spesso costretti a somministrare antibiotici ad ampio spettro, per poi passare all’antibiotico mirato una volta acquisiti i risultati.
Sempre secondo Livermore, questo approccio di terapia antibiotica “a tappeto” non è una grande risorsa ed è vitale trovare il modo di superarlo al più presto. E’ necessario accelerare le indagini di laboratorio, così da arrivare prima ad un trattamento mirato, un beneficio per il paziente che viene trattato subito con l’antibiotico adatto, ma anche per a società perché diminuisce il rischio di antibiotico-resistenza.
Gli scienziati dell’University of East Anglia in Inghilterra e la Oxford Nanopore Technologies hanno messo a punto un nuovo device che ha le dimensioni di una chiavetta usb ed è in grado di rilevare la presenza di batteri direttamente dal campione di urina, con una velocità quattro volte superiore rispetto ai metodi tradizionali (irisultati arrivano dopo appena 12 ore, cioè in un quarto del tempo necessario ad ottenere quelli di una classica urinocoltura con antibiogramma). MinION, questo è il suo nome, si basa sul sequenziamento del DNA dei batteri responsabili di infezioni delle vie urinarie e di rivelare la presenza di eventuali resistenze antibiotiche. Secondo i ricercatori, potrebbe rappresentare il primo passo per un trattamento più efficace e mirato delle infezioni delle vie urinarie, rispetto all’uso degli antibiotici a più ampio spettro, che curano tutti i tipi di batteri all’origine di questi fastidiosi disturbi.
La notizia è stata data lo scorso settembre a San Diego, nel corso del congresso congiunto dell’Interscience Conference of Antimicrobial Agents and Chemotherapy (ICAAC) dell’American Society for Microbiology e dell’International Society of Chemotherapy (ICC).
Ovviamente MinION non è ancora pronto per essere immesso sul mercato, deve essere perfezionato. Ci sono ancora ostacoli da superare e ampi margini di miglioramento. Questa metodica al momento funziona solo su urine altamente contaminate e non è in grado di predire le resistenze legate a mutazioni di geni preesistenti, piuttosto che ad acquisizione di nuovi geni di resistenza. I ricercatori sono comunque sicuri che tutto ciò verrà superato in tempi brevi.

Urinocoltura addio grazie a MinION ultima modifica: 2015-11-13T09:21:24+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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