Una pillola per diventare più smart

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Nel film Limitless, il protagonista Bradley Cooper veniva stregato da una “Smart pill” che rende più intelligenti; tutto questo presto potrebbe diventare una realtà!

I ricercatori della Stanford University negli Stati Uniti, guidati dalla dott.ssa Carla Shartz, sembrano infatti aver scoperto un modo per rendere più intelligenti, riportando il cervello a uno stato di plasticità infantile. Gli scienziati hanno manipolato una proteina espressa nelle cellule cerebrali, PirB, che ha la particolarità di ostacolare la capacità di apprendere nuove competenze. Si sono resi conto che potevano alterare la funzione normale del recettore, permettendo al cervello di fare connessioni più rapide e quindi di diventare più performante.

Per il momento si tratta di un lavoro sperimentale, condotto solo sugli animali che dopo la manipolazione risultavano essere più abili ad adattarsi ad una serie di compiti nuovi, ad esempio hanno imparato ad usufruire di un solo occhio se l’altro viene bendato, una capacità difficile da trovare negli altri animali. Non solo: manipolando la proteina almeno una parte del cervello è diventata più malleabile, recupera più facilmente dopo delle lesioni, e impara nuove cose. Rendendo, in pratica, più intelligenti.

La molecola chiave, PirB, si trova anche negli esseri umani e stabilizza le connessioni neurali. Può essere modificata grazie all’ingegneria genetica e attraverso l’uso di principi attivi specifici contenuti in farmaci. Lo studio, pubblicato su “Neomatica”, è importante non solo per le sue implicazioni terapeutiche, ma anche per il lo sviluppo di sostanze che migliorano la funzione cognitiva.

I ricercatori della Stanford University mirano a commercializzare a breve questa pillola che rende più intelligenti anche se al momento si tratta di un lavoro sperimentale condotto solo sugli animali, nonostante ciò sono molto ottimisti.

Una pillola per diventare più smart ultima modifica: 2014-11-24T17:36:44+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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