Una mini-retina dalle cellule staminali

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A partire da cellule staminali umane, un team di ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora ha creato in laboratorio un complemento tridimensionale del tessuto retinico umano, con fotorecettori sensibili in grado di “reagire” alla luce (in modo analogo ai bastoncelli umani), il primo requisito fondamentale per poterla convertire in immagini visive. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Nature Communications.
Il team di ricercatori, guidato dalla dottoressa Canto-Soler, è riuscito a realizzare in laboratorio una membrana in miniatura che riproduce l’impianto strutturale tridimensionale della retina biologica umana ed ha la capacità di reagire allo stimolo luminoso. La retina artificiale è stata sviluppata a partire da alcune cellule staminali pluripotenti indotte (le cosiddette iPS), staminali adulte geneticamente riprogrammate al loro stadio primitivo in modo da funzionare come quelle embrionali e dare vita a svariate linee cellulari mature. Coltivate in laboratorio, in specifiche condizioni di crescita, le staminali umane si sono differenziate in progenitori delle cellule della retina e hanno anche costruito connessioni cellulari organizzate. che, dallo stadio embrionale, sono riuscite a crescere e ad evolversi spontaneamente all’interno di un “habitat” favorevole.
Lo stadio attuale della ricerca si limita solo ad un piccolo frammento di tessuto adulto dotato di speciali fotorecettori del tutto simili ai bastoncelli presenti nel nostro sistema visivo, non ancora in grado però di creare uno stimolo visivo sul quale il cervello possa elaborare un’immagine. I fotorecettori sono solo una parte del complesso percorso occhio-cervello, e la ricerca non è ancora riuscita nell’intento di ricreare tutte le funzioni visive fino alla corteccia cerebrale. Questi risultati comunque costituiscono un buon punto di partenza per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso che mira a ricostruire in provetta l’intero occhio umano. Inoltre, rappresenta una conquista preziosa nel campo della medicina oculistica: consentirà infatti di studiare e capire meglio alcune tipologie di difetto visivo e di intervenire con terapie più evolute ed efficaci per curare i disturbi della retina.

Una mini-retina dalle cellule staminali ultima modifica: 2014-08-28T10:34:48+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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