Una “lingua elettronica” in grado di distinguere tra 51 tipi diversi di birra

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Se non si è dei veri intenditori, raramente quando si beve una birra si riconosce di che tipo è. Dalla tecnologia arriva un aiuto sia per agli esperti che vogliono avere certezza di quel che bevono, che a chi ne sa poco e potrà così ampliare la sua cultura.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Barcellona, guidato da Manel Del Valle ha creato una “lingua elettronica” costruita a imitazione di quella umana e in grado di riconoscere e classificare correttamente 51 tipi diversi di birra con una precisione dell’81,9% un tasso decisamente significativo data la difficoltà del compito.
Il sistema è basato su una matrice di elettrodi in grado di misurare gli ioni, necessita solamente che la birra esaminata sia mescolata per evitare che impurità falsino il risultato. La lingua elettronica presenta una serie di sensori che rispondono in maniera generica a vari composti chimici, trasmettendo un composito spettro di informazioni a strumenti avanzati di elaborazione e riconoscimento di pattern, e anche a reti neurali artificiali. Nel caso specifico la lingua era costituita da 21 elettrodi, alcuni sensibili a specifici anioni (cloruro, nitrato), altri a specifici cationi (ammonio, sodio), altri ancora con risposte più generiche. I ricercatori hanno poi impiegato tecniche statistiche sofisticate come l’analisi discriminante lineare per insegnare al software a usare la risposta multidimensionale degli elettrodi per riconoscere i vari tipi di birra.
Del Valle afferma che il suo gruppo è riuscito a far distinguere alla lingua elettronica le principali categorie di birra usate per la ricerca: scura, lager, doppio malto, Pilsen, alsaziana e a basso contenuto alcoolico. Il software riconosceva solo le birre che gli erano state insegnate, mentre non si lasciava ingannare da birre di altro genere o da cocktail a base di birra. I ricercatori hanno anche utilizzato una rete neurale per insegnare al sistema a ordinare correttamente le bevande in funzione della loro gradazione alcoolica, un parametro non misurato direttamente dai sensori.
Non si sa se il sistema rimarrà un prototipo da laboratorio oppure se arriverà sul mercato sotto qualche forma, ma studi di questo tipo possono aprire la strada a robot dotati di senso del gusto, e ad assaggiatori elettronici in grado di assistere l’industria alimentare nel valutare la qualità dei prodotti.

 

Una “lingua elettronica” in grado di distinguere tra 51 tipi diversi di birra ultima modifica: 2014-12-31T17:40:49+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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