Un test per scoprire il rischio di depressione post-partum

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Nel mondo le donne colpite da depressione post-partum (DDP) sono oltre il 10% e, anche in Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, la DDP post-partum colpisce l’8-12% delle neomamme italiane.
La DDP colpisce una donna su cinque con effetti che possono essere devastanti per le madri e i loro bambini; alcuni sintomi possono essere sensi di colpa, insonnia ma anche mancanza di desiderio verso il proprio partner.
Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Frontiers in Genetics e condotto da diverse università americane, ha stabilito come l’ossitocina (ormone responsabile della regolazione delle emozioni, le interazioni sociali e lo stress, ma anche fondamentale per garantire che una madre si dedichi emotivamente e fisicamente al suo bambino) giochi un ruolo di primaria importanza nella prevenzione e nella diagnosi patologica. Lo studio ha esaminato i casi di oltre 14mila gravidanze nel periodo di gestazione che va dalle 7 alle 41 settimane. Gli autori hanno confrontato i risultati dei test ematici delle madri effettuati durante queste settimane di gravidanza, e verificato se poi alla stesse fosse stata diagnosticata un depressione post-partum. Le madri, oltre a fornire i risultati dei campioni di sangue, hanno anche riempito questionari per riferire i loro stati mentali.
Dalla ricerca emerge come, nelle donne in cui i livelli del gene recettore dell’ossitocina (OXTR) sono più bassi rispetto alla norma, si sia riscontrato un elevato rischio di contrarre la depressione post-partum. Bassi livelli di ossitocina potrebbero essere la causa della depressione post-parto.
Ovviamente le donne che hanno sperimentato la depressione prima della gravidanza sono a più alto rischio di sviluppare depressione post-partum. Ma anche coloro che non hanno mai avuto la depressione possono contrarre questa malattia: i marcatori genetici, identificati nello studio, aiutano a diagnosticare la patologia in anticipo.
I ricercatori hanno confermato l’esistenza di una correlazione tra sviluppo di una PPD e regolazione del tasso di ossitocina che avviene nel corpo della donna, da parte del gene del recettore dell’ossitocina.
Ora tutto questo può essere rilevato nel sangue, aiutando a prevenire la depressione, anche se è ancora da dimostrare, è ancora presto per avere certezze. In un futuro prossimo la ricerca sarà approfondita, si potrà essere in grado di fornire il supporto adeguato per le donne biologicamente a rischio per PPD, prima ancora partorire.

Un test per scoprire il rischio di depressione post-partum ultima modifica: 2015-08-17T23:56:02+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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