Un seno “spaziale”

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Sono arrivate in Italia le B-lite, le protesi per il seno in silicone medico con microsfere di vetro borosilicato, materiale utilizzato per rivestire il muso dello shuttle. Queste protesi sono nate dalla collaborazione tra due fratelli israeliani, un medico ed un bio-ingegnere; sono adatte sia per interventi di mastoplastica additiva che per interventi ricostruttivi.
Le B-lite sono più leggere e meglio tollerate rispetto alle comuni protesi che vengono impiantate nel seno. Si sa, con la gravità anche il seno tende a “cadere”, e più è pesante più questo succede. La B-lite, a parità di volume, pesa meno rispetto alle altre, e col passare degli anni, darà il vantaggio di un seno che tenderà a essere meno cadente. Una delle più diffuse complicanze degli interventi di mastoplastica additiva è l’incapsulamento che si verifica quando l’organismo reagisce alle protesi, il corpo estraneo, rivestendole di tessuto fibroso molto resistente. L’incapsulamento, pur non essendo pericoloso per la salute, può creare un effetto poco naturale e far si che le protesi diventino evidenti.  Le B-lite, sono le uniche protesi a risultare praticamente “invisibili” e non costituiscono un ostacolo durante gli esami diagnostici, sono maggiormente radiotrasparenti, anche se sono di colore bianco.
Spiega il professor De Vita, responsabile di Chirurgia Plastica dell’Istituto dei Tumori Regina Elena di Roma, che, oltre a tutti questi vantaggi, anche le B-lite presentano degli svantaggi. Il primo tra tutti è la mancanza di follow up, ossia di monitoraggio nel tempo. Infatti, il primo studio scientifico su queste protesi è stato pubblicato solo recentemente, sulla rivista “Aesthetic surgery journal”. A oggi quindi, non si conosce l’evoluzione a 10-20 anni di persone che si sono sottoposte a interventi di mastoplastica additiva con B-lite. Inoltre, le B-lite costano più delle altre protesi al silicone.

Un seno “spaziale” ultima modifica: 2015-12-10T11:00:24+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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