Un robot contro il tumore alla prostata

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Il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente seguita a breve distanza dal tumore ai polmini. Nonostante questo non rappresenta un tumore ad elevata mortalità in quanto su 100 persone malate di cancro, solo 10 moriranno. Nei tumori prostatici clinicamente localizzati, il trattamento raccomandato per pazienti con una buona aspettativa di vita è la prostatectomia radicale, che però comporta due importanti complicanze che incidono molto sulla vita del paziente: l’incontinenza, recuperata nell’85-95% di pazienti entro l’anno dall’intervento e l’impotenza, recuperata nel 50-60% dei pazienti giovani sempre entro l’anno.
Con il passare degli anni sono state sviluppate nuove tecniche meno invasive: la laparoscopia e la robotica. La prostatectomia robotica o meglio, prostatectomia laparoscopica robot-assistita, RALP, ha permesso un recupero più rapido sia della continenza che della potenza, infatti, il 95% dei pazienti è continente subito dopo l’intervento ed il 40% ha ripresa dell’erezione entro il primo mese dall’intervento.
Il primo robot chirurgico, chiamato “da Vinci”, fu messo a punto nella Silicon Valley dalla Intuitive Surgical, e nel 2000 ha ottenuto l’autorizzazione dell’americana Food and Drug Administration (FDA) per l’utilizzo in chirurgia laparoscopica. All’inizio del 2008, secondo i dati della Intuitive Surgical, i sistemi “da Vinci” operanti nel mondo erano più di 700 e gli interventi nell’ordine di decine di migliaia. Questo robot è dotato di una console posizionata esternamente al campo sterile, su cui lavora il chirurgo e da bracci operativi “montati” sul paziente. questo strumento permette di effettuare un intervento in laparoscopia con una visione tridimensionale ingrandita di 12 volte, inoltre azzera anche l’eventuale tremore alla mano del chirurgo. In Lombardia, negli ospedali più importanti, sono presenti alcune decine di questo robot.

Un robot contro il tumore alla prostata ultima modifica: 2014-09-05T11:05:51+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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