Un prurito fastidiosissimo

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Si calcola che circa il 20% della popolazione soffre di orticaria almeno una volta nella vita, che spesso compare all’improvviso e dura soltanto per poche ore (orticaria acuta) oppure, nel 2% dei casi, per più di sei settimane (orticaria cronica). Le 2 forme hanno sintomi e manifestazioni molto simili, probabilmente identici, e vengono diagnosticate sulla base della durata.
L’orticaria non è un disturbo pericoloso e non mette in pericolo la vita del paziente, ma può essere molto fastidioso e compromettere la qualità della vita.
L’orticaria è una reazione allergica della pelle verso una sostanza che in condizioni normali e per la maggior parte delle persone sarebbe inoffensiva. I casi acuti possono essere scatenati da una o più sostanze, anche molto diverse tra loro, e le più comuni vanno ricercate tra: farmaci (antinfiammatori, ACE inibitori, antibiotici..); alimenti (fragole, latte, uova, pomodoro, alcuni pesci, additivi e conservanti alimentari..); punture d’insetti (zanzare, api, vespe..); stimoli fisico-chimici (luce, freddo, caldo, esercizio fisico..); additivi e coloranti, polveri inalate; tessuti in lana, seta e nylon.
Come detto, la forma acuta compare improvvisamente e si risolve spontaneamente nel giro di 24 ore. Questa forma è quella più facile da gestire perché è più facile individuarne le cause: al medico basta un colloquio con la persona per individuare la sostanza “incriminata” con cui è venuta in contatto.
La forma cronica dura da un minimo di 6 settimane fino, a volte, ad anni. Sono richiesti dei trattamenti specifici per la sua cura. Proprio per la sua durata diventa debilitante. Le cause sono identificabili meno facilmente, ad esempio se l’orticaria acuta è scatenata da un farmaco, quella cronica può essere legata probabilmente agli additivi dei farmaci. Per la cura vengono prescritti antistaminici di seconda generazione, e quando i sintomi persistono possono essere necessari dei cortisonici per bocca ed immunosoppressori che vanno a bloccare l’azione anomala del sistema immunitario. Purtroppo però a volte nemmeno le analisi e i test chiariscono le cause.
La manifestazione della patologia interessa la parte più superficiale della pelle, il risultato finale è la comparsa del ponfo, un piccolo rigonfiamento di colore variabile dal rosso al bianco, che causa prurito a volte molto intenso. I pomfi possono riguardare un’area limitata oppure essere estesi a tutta la superficie cutanea, di colore rosso, piccole lesioni con bordi spessi che possono anche unirsi; tuttavia il sintomo principale dell’orticaria è il prurito. A volte l’infiammazione può coinvolgere anche il sottocute, in questi casi può comparire angioedema, un rigonfiamento dei tessuti sottocutanei e della sottomucosa, che può anche deformare le aree colpite. La persona può quindi avvertire dolore oltre al prurito. L’angioedema può diventare pericoloso quando si localizza alle vie respiratorie (bocca e gola) rendendo difficile la respirazione.
Sono in corso numerose ricerche, in futuro sarà probabilmente possibile disporre di terapie ancora migliori. Da settembre sarà disponibile un nuovo medicinale, omalizumab: un farmaco biologico che blocca l’azione degli anticorpi che innescano la reazione che porta alla liberazione di istamina.

Un prurito fastidiosissimo ultima modifica: 2015-09-30T06:52:16+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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