Un “mare” di fiori di loto

101 visualizzazioni Scrivi un commento

Per gli orientali il fiore di loto é il fiore per eccellenza e indica purezza e spiritualità. Il loto è caratterizzato da un complesso e antichissimo simbolismo filosofico e religioso, fra i quali il più noto è quello di rappresentazione dei centri energetici del corpo, i chakra.

Il fiore di loto è una pianta acquatica appartenente al genere Nelumbo, che ha origini in America, Asia e Australia. E’ molto resistente, a sviluppo rapido e il suo habitat é costituito da fiumi e specchi d’acqua con profondità di 15/20cm. Presenta poche foglie natanti sulla superficie dell’acqua e altre, piu’ numerose, di maggiore grandezza e di un colore verde-azzurro o verde-tenero, portate da piccioli lunghi e cilindrici che fanno capolino per buona parte dell’acqua. Sono foglie molto decorative, di forma circolare, rivestite da un materiale molto simile alla cera e hanno una struttura superficiale particolare, che le rende estremamente idrofobiche e le mantiene costantemente pulite, sono quindi in grado di “autopulirsi”, questa proprietà è definita “effetto loto”.

I fiori del loto sono di grandi dimensioni, solitari e dal profumo inebriante, con un gran numero di petali (più di 20), che possono assumere colorazioni diverse: bianco, rosa, giallo, blu e rosso carminio (il significato  di questo fiore cambia in base al colore: il blu significa conoscenza, il rosso amore, il bianco spiritualità).

I fiori di loto producono frutti i quali, giungendo a maturazione, lasciano cadere i semi nell’acqua. Si moltiplicano per divisione di rizomi sotterranei o con la semina primaverile che, in condizioni ottimali, darà la prima fioritura dopo 4 mesi. La coltivazione del fiore di loto necessita una temperatura che non deve mai scendere al di sotto dei 15°C.

A volte il nome fiore di loto viene erroneamente usato come sinonimo di ninfea. Anche la ninfea é una pianta acquatica ma, a differenza di quest’ultima, il loto ha un gambo molto lungo e le sue foglie crescono fino a mezzo metro oltre la superficie; le foglie e i fiori della ninfea, invece, si sviluppano a pelo d’acqua.

In Italia il fiore di loto é stato introdotto nella nostra flora abbastanza recentemente, esattamente nel 1921, nel lago superiore di Mantova, grazie ad una studentessa di scienze naturali, che ha piantato dei rizomi portati da monaci cinesi.

I fiori di loto sono riapparsi in uno dei laghi della Thailandia, non accadeva da tanti anni: si tratta di un importante ritorno, una fioritura tanto attesa quanto straordinaria che arriva dopo un lungo periodo di assenza. Una spiegazione a questo verrebbe dall’inquinamento e dallo sfruttamento delle risorse naturali, infatti, negli ultimi decenni, molte zone umide del paese sono state trasformate in allevamenti di gamberetti, cambiando il delicato equilibrio di questi ecosistemi.

Khao Sam Roi Yot, il cui nome significa “montagna con 300 cime” è un parco nazionale che si trova nel distretto di Kui Buri, dista circa 3 ore da Bangkok, è una delle più note località turistiche del paese. Esso comprende il più grande lago d’acqua dolce della Thailandia protetto proprio tra le sue montagne, le cui acque si sono tinte di rosa. La ricomparsa dei fiori di loto è un fatto sacro per molti credenti tailandesi e, alla notizia dello straordinario ritorno dei fiori di loto, in tanti si sono riversati lì per ammirarle lo spettacolare mare di colore rosa e rendergli omaggio. I suggestivi fiori di loto rappresentano la speranza e la purezza e hanno un grande valore simbolico visto che riescono a conservare intatta la loro bellezza in mezzo al fango, in cui nascono e vivono.

Tutto questo rappresenta uno scenario naturale spettacolare. La stagione ideale per vederlo  va da dicembre a fine febbraio. Si possono noleggiare barche che portano i turisti attraverso itinerari prestabiliti, attraversano un fitto tappeto di foglie galleggianti e fiori di loto luminosi. Qui, si possono incontrare pescatori locali a bordo delle loro scialuppe tradizionali, mentre raccolgono alcuni semi, i fiori e le foglie di loto da mettere a tavola per pranzo.

 

Un “mare” di fiori di loto ultima modifica: 2018-05-07T14:47:11+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *