Un anticorpo monoclonale per abbassare il colesterolo

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Alti livelli di colesterolo nel sangue sono fattori di rischio comuni per le malattie cardiache, che sono la principale causa di morte a livello mondiale. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha dato l’autorizzazione per l’utilizzo di evolocumab come trattamento per ridurre i livelli elevati di colesterolo nel sangue in soggetti che non riescono a controllare il colesterolo nonostante l’assunzione di dosi ottimali di statine o che non possono assumere statine, in aggiunta ad una dieta sana.
Evolocumab è il primo anticorpo monoclonale in quest’area terapeutica e fornisce una nuova opzione di trattamento per i pazienti che non sono in grado di controllare il loro colesterolo alto nonostante le terapie attualmente disponibili. Evolocumab, anticorpo monoclonale completamente umano, blocca la proteina PCSK9, che riduce il numero di recettori LDL nel fegato, e, attraverso quest’azione, ne riduce la capacità di rimuovere il colesterolo LDL dal sangue.
L’efficacia di evolocumab come agente ipolipemizzante è stata valutata in diversi studi: 9 (che hanno coinvolto circa 5.500 persone) in pazienti con ipercolesterolemia e dislipidemia mista, e 2 (che hanno coinvolto circa 250 persone) in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote. Evolocumab ha ridotto il colesterolo LDL in entrambi i gruppi di pazienti; purtroppo però le evidenze disponibili non consentono ancora di determinare i benefici a lungo termine di evolocumab nel ridurre le malattie cardiache o la morte per malattia cardiaca.
E’ stato comunque ritenuto che il profilo di sicurezza di evolocumab sia accettabile, con pochi pazienti che hanno interrotto il trattamento o che hanno evidenziato eventi avversi gravi. Non è stato ancora determinato il suo effetto sulla morbilità e la mortalità cardiovascolare.
Siamo soltanto agli inizi, ma questa nuova forma di terapia di una patologia ad alto rischio e spesso non controllabile con i comuni mezzi terapeutici, promette buoni risultati e coniuga efficacia e tollerabilità, almeno nel breve termine. La via di somministrazione, un’iniezione sottocutanea (su addome, cosce o braccia) una volta ogni due settimane o una volta al mese, che qualche volta ha determinato modeste reazioni locali, non sembra un ostacolo alla sua introduzione nella pratica clinica.
Saranno necessari però altri studi per confermare l’efficacia e la tollerabilità degli anticorpi monoclonali anti-PCSK9 su casistiche più ampie e con trattamenti più prolungati.

Un anticorpo monoclonale per abbassare il colesterolo ultima modifica: 2015-08-07T21:15:47+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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