Un amico della tiroide: il sale iodato

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Quando la tiroide funziona poco, le concentrazioni nel  sangue degli ormoni tiroidei (T3 e T4) sono basse. Nella maggior parte dei casi si parla di ipotiroidismo primitivo, cioè dovuto ad una patologia  primariamente tiroidea in cui la concentrazione nel sangue di TSH (l’ormone ipofisario che stimola la tiroide) è aumentata, perché viene meno l’effetto inibitorio esercitato dagli ormoni tiroidei. Il TSH è un indice molto sensibile della funzionalità tiroidea. La terapia sostitutiva consiste nella somministrazione orale di un farmaco sintetico identico all’ormone tiroideo T4, l’organismo stesso provvede a trasformare una parte della T4 somministrata in T3. Solitamente, la terapia va proseguita tutta la vita e sono necessari controlli periodici.

La carenza di iodio è una importante causa di ipotiroidismo; lo iodio serve alla tiroide per sintetizzare gli ormoni tiroidei. Il 90% dello iodio entra nel corpo umano attraverso l’alimentazione. In caso di una sua carenza compare il gozzo, un aumento patologico del volume della tiroide. E’ fondamentale mangiare in modo corretto per far sì che il bilancio nutrizionale tra entrata e uscita di iodio dall’organismo sia sempre in equilibrio. Il modo migliore per aumentare la quantità di iodio che introduciamo ogni giorno è quello di utilizzare il sale arricchito di iodio al posto di quello comune.  Andrebbe usato a tutte le età e in tutte le condizioni fisiologiche, soprattutto in gravidanza, in sostituzione di quello normale, tenendo presente che si tratta pur sempre di sale e sarebbe opportuno non abusarne. Le maggiori concentrazioni di iodio si trovano nel pesce e nei crostacei, ma anche uova, latte e carne ne contengono quantità importanti. Mentre nei vegetali e nella frutta è presente in quantità minore.

L’eccesso di iodio può essere invece dannoso per la tiroide e può alterarne la funzionalità bloccandola o facilitando l’ipertiroidismo. Nei pazienti in fase acuta si preferisce sconsigliare il sale iodato, ma è solo una misura di cautela, infatti nella maggioranza dei casi non ci sono rischi, perché le quantità di iodio in gioco sono tali da non compromettere il decorso della malattia. Questo, naturalmente, a patto di non eccedere con il consumo di sale.

 

Un amico della tiroide: il sale iodato ultima modifica: 2015-01-27T16:34:18+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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