A tavola il buonumore è servito

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Tutti sappiamo che mangiare è uno dei piaceri della vita e la ricetta della felicità si nasconde nei nostri piatti: molti alimenti, i cosiddetti “comfort food”, sono in grado di alleviare le emozioni sgradevoli e aiutare a ritrovare la serenità.

Una corretta ed equilibrata alimentazione va ad influenzare la corretta produzione di neurotrasmettitori. Tra questi la serotonina, l’ormone del buonumore. Infatti, secondo quanto spiega la dottoressa Raffaella Cancello, ricercatrice e nutrizionista presso l’Istituto auxologico italiano di Milano,non esistono veri e propri cibi del buonumore, ma, alcuni nutrienti contenuti in determinati alimenti risultano fondamentali per produrre un mediatore del benessere, la serotonina appunto. Il principale nutriente per produrla è l’aminoacido triptofano: si trova nel latte e derivati, nel pesce, nell’albume, nella soia e nelle carni bianche.

Per essere sereni bisogna dedicare il giusto tempo anche al pasto, non si deve mangiare in fretta e nemmeno parlando o guardando lo smarthphone. Eè fondamentale seguire una dieta bilanciata: fare una buona colazione, mangiare a pranzo e la cena non dev’essere il pasto più abbondante, tutto questo favorisce una corretta digestione.

Diversi studi recenti hanno dimostrato come la depressione sia spesso associata ad una dieta ricca di grassi saturi, povera di verdura e frutta fresca, insomma una dieta di scarsa qualità. Inoltre, la carenza di magnesio e vitamine del gruppo B favorisce i sintomi più seri. Uno studio condotto in Florida dal Torrey Pines institute for molecular studies ha identificato le sostanze presenti negli alimenti che hanno le stesse funzioni degli ingredienti utilizzati nei farmaci antidepressivi, confrontando tra loro più di 1700 sostanze. Sono emersi gli alimenti del buonumore, tra questi cioccolato, fragole, mirtilli e the.

In un altro studio, i ricercatori neozelandesi dell’Università di Otago hanno dimostrato che frutta e verdura fresche fanno bene all’umore. La ricerca ha esaminato 281 ragazzi con età media di 20 anni, per settimane. Dallo studio è emerso che quando i ragazzi mangiavano più frutta e verdura a fine giornata si sentivano meno stressati, più felici e pieni di energia.

Un’altra ricerca, pubblicata nel 2013 sulla rivista scientifica “Journal of psycopharmacology”, ha osservato l’effetto del cioccolato sull’umore di 72 volontari sani di mezza età. Le persone che hanno consumato regolarmente piccole dosi di cioccolato hanno raggiunto livelli molto più elevati di calma e contentezza rispetto a quelli trattati con il solo placebo. Quindi possiamo affermare che il cioccolato (fondente e con almeno il 70% di cacao), non solo è buonissimo, ma aiuta ad abbassare il cortisolo, l’ormone dello stress. E’ ricco di antiossidanti, favorisce il rilascio di endorfine, ormoni che aiutano a combattere la depressione dando una sensazione di benessere.

 

E’ quindi scegliendo gli alimenti giusti che possiamo migliorare salute, umore e lucidità mentale. Un esempio può essere dato dallo zafferano che migliora lo stato d’animo (sembra avere lo stesso effetto del Prozac! Questo è quanto affermato nel libro scritto da Bernard Fontanille, un medico di medicina d’urgenza, dedito a missioni umanitarie in tutto il pianeta e da Marie Laurence Grézaud. Il titolo del libro è appunto “Lo zafferano è meglio del Prozac”, qui sono riportati i dati riguardanti l’analisi al microscopio degli alimenti che hanno un impatto sulla nostra salute fisica e mentale. Sono stati studiati i neurotrasmettitori che influenzano maggiormente il benessere e l’umore e quali alimenti ne stimolano la produzione), la barbabietola fa bene all’umore, i crauti diminuiscono lo stress. È ormai scientificamente provato che la composizione e la qualità nutritiva di molti alimenti hanno effetti insospettabili su umore, memoria, sonno, concentrazione. Mangiare bene può quindi essere davvero la strada per sentirsi felici.

A tavola il buonumore è servito ultima modifica: 2018-07-18T14:47:45+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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