Scoperta la proteina che regola la sete

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Tutti sanno che l’acqua rappresenta un elemento fondamentale per la nostra sussistenza: il nostro organismo, in età adulta composto per circa il 60% di questa sostanza, ci richiede un’idratazione continua (l’acqua svolge la funzione di solvente per numerose sostanze chimiche, regola la temperatura corporea, favorisce i processi digestivi e la rimozione delle scorie). L’acqua è talmente importante che, in sua assenza, bastano pochi giorni per morire. Per evitare la disidratazione, che può provocare collasso cardiocircolatorio e surriscaldamento organico, gli esperti consigliano di assumerne almeno 1 litro e mezzo al giorno, con dosaggi ben più alti durante i periodi estivi o per quelle persone che praticano sport. Quantità inferiori comportano solitamente lo stimolo della sete.
Un gruppo di ricercatori della McGill e della Duke University hanno scoperto la proteina che regola il senso della sete nel cervello. Questa sostanza, oltre a monitorare l’idratazione del corpo, tiene sotto controllo anche la temperatura. Lo studio congiunto canadese e americano è stato fatto basandosi su uno studio precedente, che aveva già identificato un gene, chiamato TRPV1, che va a rilevare la temperatura corporea: da questo gene viene prodotta una molecola che si attiva durante la disidratazione, e che va a mettere in funzione i neuroni presenti nell’ipotalamo: a quel punto, il cervello manda il segnale al corpo che è giunto il momento di bere per mantenere l’equilibrio dei fluidi nell’organismo. Viste che sono varie le patologie legate a quest’ultimo aspetto, e all’incapacità di mantenere il bilanciamento dei liquidi, questa scoperta potrebbe risultare anche molto importante in questo senso.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata “Cell Reports”, ed è particolarmente importante perché va ad indagare i meccanismi per cui il cervello gestisce la temperatura fisiologica, monitorando l’afflusso di ioni e il meccanismo di bilanciamento dei fluidi corporei. Gli studiosi affermano che, alti livelli di sodio possono provocare una ritenzione di liquidi e, dunque, un’insufficienza cardiaca o un trauma cerebrale, e la scoperta di questa proteina può andare a contrastare proprio tali pericoli.
I ricercatori stanno cercando di capire la modalità di regolazione da parte del cervello dei fluidi interni ed esterni alle cellule in un organismo vivente. I risultati ottenuti potrebbero avere importanti risvolti clinici, in quanto questa proteina rappresenta un obiettivo per lo sviluppo di trattamenti e test diagnostici per molti problemi di salute, connessi con allo squilibrio di fluidi corporei.

Scoperta la proteina che regola la sete ultima modifica: 2015-11-19T12:07:22+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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