S.U.P., in equilibrio sulla tavola

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E’ una delle ultime tendenze che dagli USA si è diffusa in tutto il mondo, si chiama SUP ed è l’acronimo di Stand Up Paddling, ovvero pagaiare in piedi su una tavola da surf. E’ uno sport in rapida diffusione che giova al benessere fisico e psichico, non ha costi eccessivi e regala un grande senso di libertà.

Nonostante si tratti di una disciplina abbastanza nuova, le sue origini sono molto antiche, alla fine del 700, l’esploratore J.Cook descrisse nei suoi diari gli indigeni delle Hawaii, che usavano tavole in legno per andare a pescare al largo e rientravano stando in piedi su di esse, sfruttando le onde oppure usando un ramo come remo.  Lo sport del SUP nasce alle Hawaii negli anni cinquanta e all’inizio si chiama “Beachboy Surfing”. Dagli anni settanta diventa uno sport affermato e molto in voga. Nel 2007 nasce in Italia il primo sito/rivista online dedicato al SUP che si dedicava da subito alla promozione di questo sport nel nostro Paese dove nelle sue varianti esso è oggi praticato da migliaia di appassionati. Con una base di praticanti in continua crescita il SUP è lo sport acquatico del momento.

Molti surfisti si sono convertiti a questa disciplina per la sua versatilità e la sua efficacia come allenamento fisico, ma la sua maggior diffusione sta avvenendo grazie alla facilità di approccio da parte dei neofiti. Infatti le moderne tavole da SUP per principianti hanno una grande stabilità e consentono un avvio allo sport e al divertimento estremamente rapido.

Per fare surf in piedi sono necessarie una tavola più grande rispetto a quella utilizzata nel “classico” surf (può arrivare fino al doppio o al triplo di una normale tavola da surf da onda in modo tale da permettere una maggiore stabilità) ed una pagaia (dalle più comuni in plastica o in alluminio alle più costose in carbonio). Esistono tre tipi di tavole, a seconda del grado di preparazione dell’atleta: in resina epossidica o epoxy, che garantisce prestazioni migliori, ma è più delicata; in poliestere, meno veloce, ma molto resistente e quella gonfiabile, più economica, ma più difficoltosa proprio perché non rigida per quanto riguarda l’equilibrio.

Non è difficile imparare a fare SUP, soprattutto se si pratica già il surf e il windsurf, ma si tratta di un sport facile anche per chi non ha mai fatto niente di tutto ciò. Nonostante appaia semplice, va però affrontato con sicurezza: è sempre meglio prima di andare in mare aperto fare qualche lezione con un istruttore qualificato. Un breve corso dove apprendere le regole base di sicurezza, che aiutano a conoscere l’ambiente ed il tipo di acque in cui ci si muove, che sia mare, lago o fiume. Il rischio è infatti quello di trovarsi al largo da soli, con la tavola in balia delle correnti, senza avere abbastanza esperienza per riuscire a tornare a riva.

Praticare il SUP equivale a fare un allenamento completo (un allenamento “interval training”, con momenti di alta intensità e momenti più lenti) ed i benefici a livello fisico sono notevoli. Aiuta ad allenare la zona centrale del busto, rafforzando i muscoli dell’addome e della schiena, impegnati a mantenere l’equilibrio. Inoltre, coinvolge anche gli arti inferiori, l’appoggio sulle gambe ed il continuo sforzo di mantenere l’equilibrio ed il baricentro permettono la loro tonificazione. Grazie al movimento effettuato con la pagaia si allena anche la parte alta del tronco: braccia, spalle, pettorali. Dal punto di vista psicologico il SUP permette di lavorare su sé stessi, ci si muove in silenzio, il contatto con la nature è assoluto, la lentezza del gesto aiuta alla riflessione ed alla calma, allontanando lo stress.

 

S.U.P., in equilibrio sulla tavola ultima modifica: 2017-09-06T11:00:41+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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