Raggi di luce fredda contro la vitiligine

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La vitiligine è una condizione di ipopigmentazione chiamata anche leucodermia, caratterizzata dalla formazione sulla pelle, di macchie bianche ipocromiche o acromiche, perché le aree interessate sono prive o carenti di melanina, con contorni più scuri ed irregolari, che diffondono in tutto il corpo o restano circoscritte in alcune aree. La formazione di queste macchie è dovuta ad un’alterazione dei melanociti, le cellule deputate alla produzione di melanina. Colpisce preferenzialmente le unghie e le zone del corpo in prossimità di aperture (occhi, ano, genitali), ma può presentarsi anche sulle mani, sul viso e sul collo.
Le cause della vitiligine non sono ancora state definite con certezza. E’ un disturbo abbastanza comune, che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale; autoimmune, le cellule del sistema immunitario attaccano i melanociti alterandone le funzioni, di conseguenza non riescono a produrre melanina e la pelle rimane bianca. Non ci sono, comunque, fattori scatenanti precisi: l’origine della vitiligine è incerta, sebbene sia stata registrata una predisposizione genetica. Inoltre, anche le disfunzioni a carico della tiroide, lo stress ed il calo delle difese immunitarie concorrono a potenziare il disturbo.
Il danno subito è puramente di natura estetica, non sono previste ripercussioni patologiche di alcun tipo; nonostante ciò, potrebbe provocare disturbi a livello psicologico ed emotivo, creando imbarazzo, stress e vergogna ai soggetti colpiti. La pelle di un soggetto affetto da vitiligine, essendo priva di melanina, appare più sensibile alle radiazioni solari, poiché le macchie bianche non possono essere protette dall’abbronzatura. Questi soggetti sono quindi maggiormente esposti ad eritemi solari e scottature, a causa della scarsità di melanina prodotta, che non riesce ad assicurare una sufficiente protezione alla pelle. In presenza di vitiligine è buona regola, quindi, utilizzare filtri solari per evitare eritemi e scottature.
La vitiligine è una malattia autoimmune, perciò molto difficile da debellare definitivamente; l’applicazione di sostanze fotosensibilizzanti, associate alla somministrazione ambulatoriale di raggi UV a determinate lunghezze d’onda, è una buona pratica di competenza medica, che si prefigge di riattivare la corretta funzionalità dei melanociti. Le tecniche fototerapiche utilizzate fino ad oggi trattano tutta la superficie corporea del soggetto anche se la zona interessata è piccola.
E’ stata messa a punto una nuova cura efficacie contro la vitiligine: la Microfototerapia a luce fredda BIOSKIN EVOLUTION. Numerosi gruppi di ricerca hanno dimostrato che, dopo il ciclo di Microfototerapia BIOSKIN EVOLUTION, che si effettua una volta ogni tre settimane per un periodo di 9/12 mesi, le macchie di vitiligine sono scomparse nel 72% dei casi. Questa terapia viene effettuata mediante un’apparecchiatura computerizzata a fibra ottica, che emette un particolare fascio di luce fredda filtrato, diretto specificamente sulle macchie da trattare, in grado di riattivare i melanociti, che ritorneranno a riprodurre melanina. Non ci sono effetti collaterali, né durante né dopo il trattamento. La particolarità di questo trattamento è quella di non stimolare le aree sane, inoltre non si crea l’antiestetica differenza di colore come quando si prende il sole o si fanno le lampade, anzi, ogni zona trattata verrà stimolata in base alla sensibilità e alla reattività cutanea del soggetto e delle aree, l’intensità del trattamento sarà quindi diversa ad esempio se si dovrà trattare il viso oppure gli arti. La microfototerapia BIOSKIN EVOLUTION non si trova in commercio. In Italia è utilizzata esclusivamente a Milano, Roma, Padova, Palermo e Montecatini Terme.

Raggi di luce fredda contro la vitiligine ultima modifica: 2014-08-29T10:35:55+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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