Quello che le piante non dicono

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E’ stata inaugurata il 6 settembre al chiostro dell’Orto botanico dell’Università di Pavia la prima tappa di una mostra itinerante che proseguirà per tutto il 2016 in altri cinque Orti botanici della Lombardia, quelli di Bergamo, Toscolano Maderno (BS), Villa Carlotta a Tremezzina (CO), Brera e Città Studi a Milano ed il Giardino botanico Alpino “Rezia” di Bormio (So).
L’esposizione gratuita prende il nome “Seduzione Repulsione. Quello che le piante non dicono” ed è dedicata ai complessi meccanismi di seduzione e repulsione messi in atto dal mondo vegetale per garantirsi la riproduzione e la sopravvivenza.
Un viaggio per conoscere i giochi di profumi e forme, l’uso di nettare e veleni per affascinare gli impollinatori e respingere gli aggressori. Sarà un’occasione per conoscere i segreti e le sottili tecniche di attrazione e di inganno delle piante attraverso una visione fitocentrica, al di fuori della relazione con l’uomo. Ognuna pianta ha un suo modo, una sua caratteristica peculiare con cui si approccia al mondo esterno: spine, peli, aromi, rotondità, forme curiose, ingannevoli e colori, che per l’uomo non hanno alcun significato se non puramente estetico, hanno uno specifico motivo di esistere. Esistono inoltre vere e proprie collaborazioni tra piante e animali, frutto dell’evoluzione di strategie riproduttive e di sopravvivenza. Grazie a questa esposizione si potranno scoprire quelle più curiose messe in atto dalla pianta, per permettere l’ottimizzazione delle proprie risorse.
Tra i grandi prestigiatori della natura c’è un’orchidea, Dracula chesteronii, che simula la forma e il profumo di un fungo per attirare insetti che hanno questa golosità. Ma ci sono anche fiori più generosi, come la Strelitzia che offre ghiotto nettare ad alcuni volatili e per evitare di avere i petali rovinati dalle loro ali, offre una vera e propria sporgenza di supporto dove questi possono appoggiarsi e cibarsi comodamente.
La mostra “ ispira” i visitatori con storie, immagini, esperienze sensoriali e approfondimenti scientifici e li invita ad una riflessione più ampia e consapevole sul nostro ruolo di abitanti del pianeta. Secondo Gelsomina Fico, curatrice scientifica della mostra, l’esposizione  è un invito ad osservare il mondo vegetale dal punto di vista delle piante: esse raccontano un mondo affascinante di interazione con l’ambiente che hanno inventato nel corso dell’evoluzione a causa della loro immobilità. Una pianta è immobile, non scappa di fronte ad un predatore ma lo dissuade dall’avvicinarsi; non insegue un fascinoso impollinatore ma lo seduce con una fine strategia.

Quello che le piante non dicono ultima modifica: 2015-09-10T10:09:29+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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