Quel fastidio femminile…

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Il prurito vulvare è un disturbo sgradevole piuttosto frequente, spesso sottovalutato, che provoca in chi lo prova il desiderio di sfregamento e pressione. Può essere classificato in prurito acuto, se dura meno di 6 settimane o prurito cronico se persiste per più di sei settimane. Inoltre, in base alla sua durata possono essere identificati due gruppi di cause: le forme acute sono dovute ad infezioni causate da vari microrganismi (ad esempio, candida, papillomavirus, stafilococco aureus), infestazioni da parassiti (ad esempio, scabbia, ossiuriasi) e dermatiti da contatto. Mentre le forme croniche sono dovute a dermatosi, come distrofie (lichen scleroso) e a neoplasie a livello vaginale; è importante ricordare infatti che il prurito cronico è il sintomo che più frequentemente precede di anni il carcinoma vulvare. Il prurito può essere collegato anche alla presenza di malattie come diabete, insufficienza renale cronica, anemia.
Il prurito vulvare compare più frequentemente in età adolescenziale ed in età fertile, ma può comparire anche nelle bambine che nelle donne in menopausa. E’ fondamentale lavarsi bene, soprattutto utilizzando prodotti specifici per le diverse fasce d’età.
Una volta identificata la causa del prurito la scelta del farmaco più adatto risulta essere più facile: antimicotico, antibiotico o antivirale. Negli altri casi ci si affida ad antistaminici orali e cortisonici topici, quest’ultimi sono i più efficaci, ma non devono essere utilizzati troppo a lungo, perché potrebbero scatenare un effetto rebound con il ripresentarsi del problema.
E’ importante l’igiene della zona intima, il bidet dovrebbe essere fatto utilizzando acqua corrente tiepida , non calda perché peggiorerebbe la situazione. In caso di prurito non ci si dovrebbe lavare troppo spesso, è sufficiente due volte al giorno, utilizzando detergenti a pH neutro, idratanti ed emollienti. I detergenti non devono essere troppo profumati e a pH acido, perché potrebbero avere un’azione irritante.
Dopo il lavaggio è bene asciugarsi con cura, tamponando la zona con la salvietta senza sfregare. In caso di prurito, anche se sarebbe una buona abitudine da seguire sempre, la biancheria intima ideale è in cotone, bianco, non troppo stretta. Gli indumenti stretti dovrebbero essere lasciati da parte almeno fino a che il problema non sarà risolto. Con questo problema, gli assorbenti devono essere rigorosamente di cotone e non profumati. Sarebbe bene dormire senza intimo per permettere la traspirazione dei tessuti durante la notte e non peggiorare la sensazione di prurito.

Quel fastidio femminile… ultima modifica: 2015-12-29T14:00:04+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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