Qhaqoy, il massaggio che arriva dalle Ande

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Direttamente dalle Ande questa nuova metodica che favorisce l’armonia migliorando la salute, sempre più diffusa anche nella cultura occidentale. Il massaggio Qhaqoy nasce oltre 5000 anni fa tra le popolazioni Inca delle Ande. Utilizzato per secoli dagli Indios per ristabilire lo stato di salute, benessere e di equilibrio psicofisico dell’individuo, che viene a mancare in caso di malattia. Nell’antichità era praticato anche sui defunti, per garantir loro la pace e preservarli dalle sofferenze durante il viaggio verso un’altra dimensione.

Nella medicina tradizionale andina, il Qhaqoy è una vera e propria pratica curativa che consiste in un massaggio attraverso il quale si va a ripristinare la circolazione armonica del “Ti” (energia solare caratteristica dell’uomo) e del “Ki” (energia lunare caratteristica della donna) in tutto l’organismo

Il Qhaqoy conduce ad uno stato di rilassamento profondo e permette di ristabilire uno stato ottimale di salute psicofisica.

Lo scopo della disciplina è quello di riportare, grazie ad un percorso di conoscenza interiore, l’armonia nell’individuo che si trova ad avere un eccesso o una dispersione di energia dovuta all’accumulo di tensioni emotive continue (come ansia, dolore, rabbia, stress, paura, preoccupazioni) attraverso azioni che riequilibrano l’organismo in generale. Consente all’individuo di portar fuori ogni conflittualità emotiva e tensione per elaborarla, risolverla e consentire un cammino di autoguarigione e di crescita.

L’operatore (solitamente fisioterapista e naturopata), attraverso il tocco, muove, disperde o sblocca l’energia grazie a manovre sottili e profonde che portano ad uno stato di relax e di benessere. Attraverso il tocco delle mani si stabilisce un contatto tra il massaggiatore e la persona trattata. Ognuno reagisce in modo diverso ai tocchi del massaggio Qhaqoy: l’individuo può avere una sensazione di rilassamento, sonno e stanchezza, voglia di ridere improvvisa, tristezza o pianto.

Questo massaggio è una tecnica che non ha fondamenti scientifici e che non può essere utilizzata in sostituzione delle pratiche mediche ufficiali. Tuttavia la sua natura non “invasiva” la rende praticabile senza controindicazioni da chi crede che le terapie “alternative” possano agire positivamente sull’individuo dal punto di vista sia fisico che psichico. Il Qhaqoy è un massaggio adatto a tutti, a qualsiasi età, ma prima di iniziare le sedute è sempre previsto un colloquio con l’operatore, per consentirgli di conoscere lo stato fisico e psichico dell’individuo.

Il Qhaqoy viene praticato a terra o su di un lettino e, durante ogni seduta, attraverso sette tipi di tocco differenti (sfioramenti e frizioni), conduce ad uno stato di rilassamento profondo. Man mano si ripristina l’equilibrio della circolazione dell’energia nell’intero organismo, ristabilendo gradualmente uno stato di salute ottimale.

Durante le prime sedute viene fatto eseguire al paziente un auto-massaggio guidato, facendogli mantenere gli occhi chiusi per esaltare ogni sensazione tattile e aumentare il grado di consapevolezza di sé attraverso la scoperta delle mani, delle braccia, del viso e anche attraverso l’ascolto del ritmo del proprio respiro.  Mantenendo gli occhi chiusi ci si predispone infatti ad una maggiore sensibilità degli organi vitali e si va a stimolare la capacità di visualizzazione e di immaginazione delle rappresentazioni dei propri pensieri, delle proprie azioni e sensazioni provenienti dal corpo stesso.

Si prosegue quindi con la digitopressione dell’operatore, inizialmente su tutto il corpo (dalla testa fino ai piedi). Grazie a questa il terapeuta è in grado di riscontrare eventuali disequilibri e capire quali organi sono maggiormente coinvolti. Da qui, egli, decide se praticare il massaggio su tutto il corpo o solo su alcune zone.

Dopo questa fase di presa di coscienza, si procede al massaggio vero e proprio con una durata che può arrivare fino a due ore (nella fase avanzata del percorso curativo) e che prevede l’utilizzo di oli essenziali, erbe medicinali e pietre riscaldate. In questo massaggio il corpo è considerato lo specchio di tutti i componenti che costituiscono la madre terra (aria, acqua, fuoco, terra) e ogni parte di esso è associata ad un elemento presente in natura (ad esempio, le ossa alle rocce, la carne alla terra, le vene e le arterie ai fiumi e così via). Le tecniche di massaggio vengono scelte dall’operatore in base alle necessità della persona e in relazione all’elemento terracqueo corrispondente al disturbo: ad esempio, l’acqua è correlata al trattamento dei fluidi corporei e prevede tocchi morbidi e rilassanti, mentre la terra richiede manovre concrete che vanno più in profondità.

Il Qhaqoy dev’essere fatto non più di una volta ogni tre settimane, in quanto con il massaggio si vanno a smuovere energie dormienti che possono stimolare emozioni e reazioni importanti.

 

Qhaqoy, il massaggio che arriva dalle Ande ultima modifica: 2017-12-06T16:58:51+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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