Punture d’insetto, come comportarsi

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Almeno una volta nella vita quasi tutti sono stati punti da un insetto: ape, vespa, calabrone che sia. Il veleno iniettato provoca dolore bruciante, rigonfiamento, arrossamento nella zona dove si è verificata la puntura e reazioni allergiche più o meno serie. Quando l’insetto punge può iniettare una quantità di veleno pari a 10-50 microgrammi. Alcune persone possono essere più sfortunate e gli effetti su di loro possono essere ben più seri e tali da mettere a repentaglio la loro vita.
L’ape ha un pungiglione seghettato a forma di uncino che resta nella ferita dopo la puntura insieme ad un pezzo di intestino, l’insetto muore; il suo veleno è composto soprattutto da enzimi e peptidi.
La vespa ha un pungiglione liscio che non rimane conficcato nella ferita, il suo veleno è composto soprattutto da amine, chinine, enzimi e carboidrati.
Il calabrone presenta un pungiglione che non rimane nella pelle, provvisto di denti taglienti che rendono la puntura molto dolorosa. Il suo veleno contiene piccole quantità di acetilcolina, con azione vasodilatatrice; istamina, con azione di vasodilatazione periferica e serotonina, responsabili della comparsa del rigonfiamento.
Le possibili reazioni che si manifestano in seguito alla puntura d’insetto sono rappresentate da infiammazione più o meno intensa nella zona della puntura, arrossamento, prurito e anche dolore. Nei casi più gravi si arriva addirittura a una reazione che può interessare vaste aree cutanee o l’intero organismo; i sintomi vengono classificati in quattro gradi in ordine crescente di gravità passando da orticaria generalizzata, prurito, malessere ed ansia, fino ad arrivare a ipotensione, collasso, incontinenza urinaria e perdita di coscienza.
In caso di puntura d’insetto bisogna rimuovere il pungiglione, entro 30-60 secondi, applicare sulla zona cutanea interessata una pomata cortisonica e/o un antistaminico orale, se i sintomi sono molto gravi, orticaria diffusa, difficoltà a respirare, shock anafilattico, è necessario andare immediatamente al pronto soccorso, dove verranno somministrati farmaci per neutralizzare la reazione allergica (da antistaminici e cortisone fino ad un iniezione sottocute di adrenalina).
I soggetti molto sensibili dovrebbero valutare la possibilità di portare sempre con sé una fiala di adrenalina per autoiniezione, dovrebbero anche valutare se sottoporsi all’immunoterapia. La vaccinazione viene effettuata con il veleno incriminato, purificato e somministrato a dosi crescenti, fino ad una quota ideale che esercita protezione sull’organismo.

Punture d’insetto, come comportarsi ultima modifica: 2014-08-25T10:24:18+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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