Protonterapia o radioterapia?!

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La protonterapia rappresenta un’innovazione della radioterapia. Al contrario della radioterapia che emette fotoni, raggi x, la protonterapia emette protoni, ossia particelle di carica elettrica positiva. L’energia dei protoni viene rilasciata quasi interamente sui tessuti neoplastici con un’elevata precisione.
La durata del trattamento dipende sia dal tipo di tumore che dalla sua gravità. In media sono necessarie almeno 30 sedute, ciascuna della durata di 30 minuti (il tempo reale di esposizione ai protoni è però di alcuni minuti, il resto del tempo è necessario per la preparazione) da effettuarsi giornalmente dal lunedi al venerdi.
Prima del trattamento, il malato si deve sottoporre ad alcuni esami (Tac, risonanza magnetica, Pet) per localizzare con precisione la massa tumorale. Inoltre, per vedere i benefici di questo trattamento sono necessari esami periodici come ad esempio la risonanza magnetica.
La protonterapia, rispetto alla radioterapia, presenta dei vantaggi: il fascio di protoni ha la capacità di risparmiare quasi del tutto le zone circostanti all’area tumorale. Per questo motivo una delle indicazioni primarie riguarda i pazienti in età pediatrica, perché permette di proteggere il loro organismo delicato ancora in fase di sviluppo. Accanto ai tumori in età pediatrica, questo trattamento è indicato anche in casi oncologici complessi oppure quando la massa tumorale risulta essere localizzata nelle vicinanze di punti delicati del corpo.
Gli effetti collaterali hanno un impatto minore rispetto a quelli della radioterapia. I più comuni sono affaticamento, durante il trattamento stesso, e irritazione localizzata nella zona trattata. Secondo i numerosi studi in corso, si è visto che a parità di dosi la tossicità risulta essere minore in caso di protonterapia, con buona tolleranza del trattamento.
Attualmente la protonterapia non viene ancora rimborsata dal SSN, tranne in Trentino dove è stata istituita una legge che garantisce il trattamento dei malati trentini. Possono essere curati anche i malati del Veneto, per un accordo tra le due regioni, per loro l’ASL trentina paga il 29% delle cure. Per il resto dell’Italia il trattamento dev’essere pagato di tasca propria.

Protonterapia o radioterapia?! ultima modifica: 2015-05-10T16:23:45+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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