Problemi “in rosa” da non trascurare

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Sono molte le tappe che scandiscono la vita “intima” di una donna, dalla prima mestruazione, all’inizio della vita sessuale, alla menopausa. Questi momenti però sono spesso accompagnati da alcuni fastidi più o meno gravi. Il dolore pelvico può essere di tipo organico e quindi legato a malattie come ad esempio l’endometriosi, oppure di natura psicologica. Spesso questo dolore, per vergogna ed imbarazzo, non viene considerato; sarebbe bene però avere fiducia nello specialista perché una visita attenta e delicata è il presupposto per una diagnosi corretta e quindi per la risoluzione del problema.
L’endometriosi è caratterizzata dall’eccessiva crescita dell’endometrio, la membrana che riveste internamente l’utero che si sviluppa anche al di fuori di esso (sulle tube, sulle ovaie e nella zona che separa intestino e vagina). Con le mestruazioni tutti i tessuti “intaccati” dall’endometrio sanguinano, il flusso è quindi abbondante e doloroso. L’endometriosi può essere scoperta grazie ad una semplice visita ginecologica, in altri casi con la laparoscopia, ma a volte per raggiungere una diagnosi certa possono essere necessari anche molti anni. Esistono farmaci contro l’eccessivo sviluppo dell’endometrio, quando però questo è troppo cresciuto è necessaria la rimozione chirurgica.
La vulvodinia è un dolore diffuso alla vulva che rende impossibile indossare pantaloni, a volte lo stare seduti diventa difficile fino a rendere dolorosi o addirittura impossibili i rapporti sessuali. Spesso questo problema dipende da infezioni trascurate come frequenti cistiti o candida. Esistono farmaci antidepressivi e miorilassanti che consentono di alleviare il dolore; è utile inoltre anche la riabilitazione del pavimento pelvico. Dovrebbero essere evitati cibi ricchi di ossalati (fragole, melanzane, cioccolato ad esempio), ricchi di sale e grassi perché queste sostanze vengono espulse con l’urina e tendono a formare dei microcristalli a livello dei reni accentuando così il bruciore.
La cistite interstiziale o sindrome della vescica dolorosa è un’infiammazione a livello dello spazio tra la muscolatura della vescica (detrusore) e la sua membrana interna (urotelio). I sintomi sono bruciore, bisogno frequente di minzione, impossibilità di avere rapporti sessuali; a differenza della cistite classica dovuta ad un’infezione batterica, la cistite interstiziale è data da cause immunitarie, allergiche o neurologiche. Il problema può essere ridotto, ma non curato, grazie all’utilizzo di antinfiammatori, cortisonici o antistaminici. Il pentosano polifosfato sodico è un farmaco che favorisce la riparazione del tessuto della vescica.
Il vaginismo ha origine psicogena ed è caratterizzato da una contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina. Il rifiuto psicologico al rapporto sessuale può dipendere da vari fattori quali, ad esempio, una rigida educazione sessuale, la paura di una gravidanza inattesa. Il ginecologo, una volta esclusa l’origine fisica del problema può indirizzare la paziente da un esperto che può seguirla per un trattamento di rilassamento muscolare ed una eventuale psicoterapia, anche di coppia.

Problemi “in rosa” da non trascurare ultima modifica: 2015-07-13T12:57:17+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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