Polline e allergia: cosa fare per prevenire la rinite allergica

2087 visualizzazioni Scrivi un commento

La rinite allergica (o raffreddore da fieno) è una patologia infiammatoria acuta e ricorrente a carico della mucosa nasale; rappresenta l’affezione più comune che colpisce le alte vie aeree. Il profilo evolutivo tipico della rinite allergica, è caratterizzato da periodi di remissione e riacutizzazioni che tendono a seguire i cicli stagionali . All’inizio della primavera il principale colpevole delle allergie è il vento carico del polline degli alberi, mentre in tarda stagione è l’erba (molto spesso le graminacee) che inizia a causare problemi. I sintomi sono, di solito, scatenati dagli allergeni: nelle zone a clima temperato, i pollini sono la causa più comune di rinite allergica. Come detto in precedenza, i pollini hanno delle stagionalità distinte in relazione alle specie di piante da cui provengono e alla localizzazione geografica.

I sintomi più comuni della rinite allergica possono essere a carico del naso: prurito, starnuti, secrezioni di un liquido fluido ed incolore; degli occhi: borse, bruciore e arrossamento, congiuntive, lacrimazione e pizzicore; del sistema respiratorio: tosse stizzosa, a volte difficoltà di respiro, asma; del palato: prurito. Si osservano inoltre variazioni nel benessere generale (insonnia, irrequietezza, stanchezza). Questi sintomi possono interferire pesantemente sulla qualità della vita e compromettere le normali attività quotidiane, diventa fondamentale di conseguenza bloccarli hai primi segnali. Le reazioni allergiche possono avere diversi livelli di gravità, fino a quello più rischioso rappresentato dallo shock anafilattico. La rinite allergica è stata classificata dalla comunità scientifica internazionale sia in base alla durata sia a seconda dell’intensità dei sintomi e gli effetti di quest’ultimi sulla qualità della vita. La rinite allergica si definisce: intermittente, i sintomi persistono meno di 4 giorni a settimana o meno di 4 settimane; persistente, i sintomi persistono per più di 4 giorni a settimana o per più di 4 settimane; lieve, in presenza di sonno normale, normali attività lavorative o scolastiche, nessun impedimento a svolgere attività sportiva e nessun sintomo particolarmente fastidioso; moderata/severa, in presenza di sonno disturbato, influenza sul normale svolgimento delle attività quotidiane, problemi di concentrazione sul lavoro o a scuola e altri sintomi fastidiosi.

L’inquadramento della rinite allergica in base a queste caratteristiche permette al medico di individuare la terapia più idonea da seguire. Agire tempestivamente alla prima comparsa dei sintomi con la terapia stabilita con il medico, permette una gestione efficace dell’attacco allergico. Sono numerosi i farmaci cui il medico può ricorrere per curare la rinite allergica, con un’accortezza: il loro impiego deve essere modulato in relazione all’entità del disturbo, facendo riferimento alla classificazione della rinite. Sarà il medico che, valutate le caratteristiche del singolo paziente, potrà proporre il farmaco o i farmaci più indicati nel singolo caso, tenendo conto delle raccomandazioni delle linee guida specifiche che prevedono un approccio a gradini e la possibilità di ricorrere alla combinazione di più farmaci. I farmaci più utilizzati sono i seguenti. Corticosteroidi per via nasale. Disponibili sotto prescrizione, sono un farmaco efficace per le allergie stagionali. Ne sono un esempio: fluticasone (Flonase), budesonide (Rhinocort), mometasone (Nasonex) e triamcinolone (Nasacort). Non si possono notare miglioramenti se non dopo aver utilizzato questi farmaci per una settimana o più. Sono composti con un ampio spettro di proprietà antiinfiammatorie e vengono usati per ridurre l’infiammazione allergica.

Per il trattamento della rinite allergica, si usano soprattutto corticosteroidi nasali topici in quanto tali formulazioni riducono gli effetti collaterali di tali farmaci. Anche se sono efficaci nel ridurre tutti i sintomi della rinite allergica, i corticosteroidi non sono utilizzati come terapia di prima linea e sono riservati soprattutto ai pazienti in cui i sintomi, soprattutto l’ostruzione nasale e l’iperreattività verso gli agenti irritanti, sono più severi. Questo di solito accade nelle riniti allergiche severe in cui l’infiltrato infiammatorio allergico è più prominente e la riduzione dell’infiammazione richiede farmaci con potente azione antiinfiammatoria. Gli antistaminici H1 sono farmaci che prevengono le azioni dell’istamina sul recettore H1 per l’istamina e sono farmaci di prima linea nel trattamento della rinite allergica. La maggior parte dei sintomi lamentati dai pazienti con rinite allergica, quali gli starnuti, il prurito nasale e lo sgocciolamento del naso, sono promossi soprattutto dall’istamina. Di conseguenza, questi sintomi sono efficacemente contrastati dal trattamento antistaminico. L’ostruazione nasale, il quarto sintomo spesso lamentato, risente di meno degli antistaminici in quanto dipende da meccanismi molto più complessi.

Gli antistaminici sono anche molto efficaci nel ridurre il prurito, il rigonfiamento e l’eccessiva lacrimazione a livello oculare nel pazienti con concomitante congiuntivite allergica. Fanno parte di questa categoria la loratadina (Claritin®), la cetirizina (Zirtec®), l’ebastina (Clever®, Kestine®), desloratadina (Aerius®, Azomyr®). Gli antistminici di nuova generazione hanno anche una discreta azione antiinfiammatoria, non sia così potente come quella esplicata dai corticosteroidi, ma l’utilizzo continuativo di tali farmaci consente una sostanziale riduzione delle dosi degli stessi corticosteroidi. Gli effetti degli antistaminici si osservano dopo un certo periodo di tempo. Decongestionanti. Questi farmaci a breve durata sono disponibili sia da banco che sotto prescrizione medica in forma liquida, di compresse e come spray nasali. L’ostruzione nasale può essere il sintomo più fastidioso della rinite allergica causando disturbi del sonno e non perfetta ossigenazione dell’aria inspirata che portano alla riduzione dell’attenzione e della capacità di concentrarsi, della difficoltà nell’alimentazione e nella percezione dell’odori. Questo è il motivo per cui l’utilizzo dei decongestionanti è così diffuso. Sono composti vasocostrittori che agiscono provocando la contrazione della muscolatura liscia delle arteriole nasali e dei vasi venosi di capacitanza che, tutti insieme, sono i maggiori responsabili dell’ostruzione nasale. Esempi di decongestionanti nasali sono la nafazolina (Rinazina®) la fenilefrina (Nasomixin®) e l’oximetazolina (Actifed®, Vicks Sinex®). Gli spray decongestionanti nasali devono essere utilizzati solo per pochi giorni. Un uso prolungato può peggiorare la congestione nasale.

Inibitori dei leucotrieni o antileucotrenici. Il montelukast (Singulair®, Montegen®) è un farmaco antistaminico da assumere sotto prescrizione medica adottato per bloccare l’azione dei leucotrieni, sostanze chimiche del sistema immunitario che causano i sintomi di allergia, come l’eccesso di produzione di muco. Sodio Nedocromile. Questo farmaco, disponibile come spray nasale da banco (Tilade®, Kovinal®), aiuta ad alleviare i sintomi del raffreddore da allergia, impedendo il rilascio di istamina. È più efficace quando viene assunto prima che si sviluppino i sintomi dell’allergia e talvolta devono essere utilizzati fino a tre o quattro volte al giorno. Altri trattamenti per le allergie stagionali comprendono l’immunoterapia specifica (vaccino per l’allergia). Conosciuta anche come desensibilizzazione, questo trattamento può essere adatto se i farmaci non riescono a controllare i sintomi dell’allergia alle graminacee od altra o se possono causare significativi effetti collaterali. Consiste nella somministrazione di quantitativi progressivamente crescenti di un estratto allergenico a pazienti allergici i cui sintomi siano correlabili in maniera preponderante all’allergene somministrato.

I pazienti che si sottopongono ad immunoterapia sviluppano tolleranza verso l’allergene e, di conseguenza, l’infiammazione allergica nell’organo affetto viene ridotta in maniera sostanziale. Dato che tale trattamento è rivolto verso il principale difetto immunologico responsabile dello sviluppo delle allergie, l’immunoterapia ha una caratteristica unica rispetto agli altri trattamenti ovvero quella di essere l’unico terapia in grado di alterare il corso naturale della malattia con effetti che si mantengono per molti anni anche dopo la sospensione della terapia stessa.E’ stato dimostrato che l’immunoterapia è molto efficace nel trattare le forme di rinite allergica. E’ di solito associata ad una importante riduzione sia dei sintomi sia dell’utilizzo degli altri farmaci. Inoltre, previene la sensibilizzazione verso nuovi allergeni in molti pazienti e lo sviluppo di asma. L’immunoterapia specifica per via sublinguale è di più recente introduzione sul mercato ed ha un alto profilo di sicurezza in termini di minore incidenza di reazioni indesiderate rispetto all’immunoterapia sottocutanea. Il raggiungimento di alte dosi di allergene obbliga però a schemi di somministrazione quotidiana, a giorni alterni o, al massimo, settimanali.

Polline e allergia: cosa fare per prevenire la rinite allergica ultima modifica: 2014-06-27T17:58:54+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *