PizzaAut, un progetto sempre più concreto

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Sotto  il termine “autismo” vengono  racchiuse alcune sindromi di natura neurobiologica raggruppate sotto la categoria dei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD). L’eziologia della malattia, nella maggioranza dei casi, è sconosciuta e, ad oggi, non esistono cure risolutive: con l’autismo si nasce e con l’autismo si vive tutta la vita. Gli ASD sono caratterizzati da difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale e dalla presenza di comportamenti e interessi ristretti e stereotipati.

Spesso quando si parla di autismo ci si focalizza solo sull’individuo che ne è colpito, trascurando le ricadute che questa condizione ha sulla famiglia, sulla scuola, e più in generale sulla comunità.

Dall’autismo non si guarisce ma un intervento precoce, rispettoso della persona, dei suoi desideri e delle sue specificità, fa la differenza e permette notevoli miglioramenti e un innalzamento del livello di qualità della vita di chi ne è affetto e del suo nucleo familiare.

PizzaAut è nata dall’idea di Nico Acampora, 45 anni, papà di un bimbo autistico di 8 anni, di professione educatore e in passato consulente in campo sociale per il comune di Monza. Tutti i genitori ed i sostenitori di PizzaAut Siamo (un gruppo di persone  con storie personali e lavorative diverse che hanno in comune l’essere genitore, familiare di bimbi autistici) ci tengono a sottolineare che con attenzione, delicatezza e determinazione questa situazione si può cambiare e per questo hanno deciso di investire le loro energie e risorse in un progetto capace di costruire oggi un presente ed un futuro diverso, dove integrare le persone autistiche non perché bisognose di aiuto, ma perché portatrici di competenze e di ben-essere.

L’idea è quella di avviare uno spazio di inclusione sociale gestito da ragazzi con autismo: PizzAut sarà la prima pizzeria in grado di realizzare un prodotto ottimo con ingredienti biologici di qualità dove l’integrazione e la relazione tra chi lavora saranno il condimento essenziale. Si tratterà di realizzare un locale gestito da ragazzi con autismo (per iniziare 5 o 6) affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. I ragazzi saranno avviati ad una prima fase di formazione che consentirà di studiare insieme a psicologi ed educatori la mansione più adeguata per ciascun ragazzo inserito nello staff di  e soprattutto le modalità attraverso le quali farlo sentire auto-efficace ed in equilibrio con il mondo che in quel momento sta attraversando.

PizzaAut sarà un locale sia per le famiglie che per i giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si ha fretta..ma un locale dove “Trovarsi e Ritrovarsi” in una dimensione temporale e relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo, ma che fanno male anche ai cosi detti normali. La vera sfida sarà quella di realizzare un luogo di grande valore sociale, ma anche un posto dove stare bene; dove non bisogna andare solo perché si vuol fare del bene, ma anche un luogo dove “si sta bene”. Solo così l’integrazione potrà essere reale. Queste le parole dell’ideatore Nico Acampora.

Il progetto, insieme a una location idonea, ancora in fase di valutazione (da scegliere comunque tra le province di Milano e di Monza Brianza), richiede un investimento di 120mila euro, sessanta dei quali gli organizzatori sperano di raccoglierli attraverso le donazioni di coloro che vorranno sostenere il progetto: se seimila persone doneranno appena 10 euro infatti la pizzeria potrebbe presto diventare realtà. I fondi serviranno per sostenere quanto necessario per lo start up: l’acquisto di tutti gli arredi,  dei macchinari e delle attrezzature necessarie, i percorsi di formazione destinati ai ragazzi per l’acquisizione delle competenze necessarie, l’eventuale affitto della struttura ed il costo del personale almeno nella fase di avvio. Gli altri sessantamila euro mancanti poi potrebbero essere coperti dal finanziamento delle famiglie che vorranno sostenere il progetto, da aziende o bandi pubblici.

I tempi di avvio dipenderanno molto dalla capacità che gli organizzatori avranno di raccogliere intorno a questo progetto energie e risorse, anche se sono sicuri e fiduciosi di riuscire a realizzarlo perchè il futuro dei loro figli e di molti altri ragazzi dipende anche da PizzAut.

 

Oltre a essere una pizzeria Pizza Aut vuole essere un luogo di inclusione sociale, un rifugio accogliente dove far sentire tutti a casa, trovare il tempo di scambiare due chiacchiere e conoscere i ragazzi che ci lavorano.

PizzaAut, un progetto sempre più concreto ultima modifica: 2018-05-23T14:47:21+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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