PHOS, l’Italia più vicina allo spazio

1025 visualizzazioni Scrivi un commento

Il team dell’Università di Pisa è l’unico italiano a essere stato selezionato, nello scorso dicembre, nella categoria “Rocket” dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ramo Educational, che ogni anno offre la possibilità, agli studenti di tutte le nazioni appartenenti alla comunità europea, di partecipare al programma REXUS/BEXUS (Rocket and Balloon Experiments for University Students). PHOS (Pulsating Heat Pipe Only for Space), è il nome del progetto del team di giovani studenti di ingegneria aerospaziale dell’Università di Pisa supportati da docenti dell’ateneo pisano e dell’Università di Bergamo. Alla base di PHOS ci sono innovazione, passione e gioventù. Il progetto ha il compito di sviluppare tubi di calore pulsanti capaci di operare nello spazio. Pensati per dissipare con efficienza il calore, questi dispositivi termici potrebbero essere usati su satelliti e sonde spaziali.
Concepiti nei primi anni novanta, i tubi di calore pulsanti, o PHP (Pulsating Heat Pipes), sono dispositivi molto promettenti, ma non hanno ancora vaste applicazioni a causa di instabilità di funzionamento dovute alla mancanza di una completa comprensione della loro fisica. I PHP sono costituiti da una serpentina di tubi metallici del diametro di pochi millimetri, in cui scorre un fluido opportuno, il moto del fluido non è attivato da pompe esterne ma dalle stesse bolle di vapore confinate nella serpentina, che assorbendo calore si espandono e spingono il fluido adiacente agendo come elementi pompanti. L’efficienza del meccanismo dipende dal diametro dei tubi e dall’accelerazione di gravità. L’ipotesi è che in gravità ridotta, come nello spazio, si possono usare tubi più grandi, con diametro superiore a un valore critico richiesto per i PHP operanti a terra.
Gian Marco Guidi, giovane studente di Ingegneria Aerospaziale, è il Project Manager di PHOS. Egli afferma infatti che lo scopo del progetto è validare in gravità ridotta i criteri idraulici e termici per il design dei PHP con diametro superiore al diametro critico, comparare le prestazioni dei PHP a vari livelli di potenza e caratterizzare le loro prestazioni. Oltre a Guidi, altri dieci studenti di Ingegneria lavorano al progetto; i loro compiti sono suddivisi in design strutturale, analisi termica, sistema di controllo potenza, sistema di acquisizione dati.
Obiettivo di PHOS è costruire un innovativo tipo di Heat Pipe, un tubo di calore in grado di funzionare solo a gravità ridotta. Il dispositivo che verrà testato raggiungerà i 100 km di altezza per poi rientrare a terra.
Durante l’esperimento verrà somministrata potenza termica in una sezione del dispositivo e sottratto in un’altra, con questa procedura si potranno determinare vari parametri funzionali in assenza di gravità. Questi dati verranno poi paragonati con quelli acquisiti con altri esperimenti eseguiti a terra.
I giovani ingegneri avranno la possibilità di partecipare alle fasi progettuali, gestionali e operative di una vera missione spaziale, saranno infatti affiancati dagli esperti dell’ESA nelle varie tappe pre-lancio. Seguiranno le fasi di integrazione e test, con la consegna dei prototipi in dicembre. E nel marzo 2015, il razzo-sonda REXUS 18 dell’ESA partirà dalla base svedese di Kiruna. A bordo, un nuovo promettente prodotto della giovane scienza made in italy.

PHOS, l’Italia più vicina allo spazio ultima modifica: 2014-08-06T10:03:18+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *