Pericoli dall’aria e dall’acqua

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Tutti pensano che il periodo più critico per quanto riguarda le allergie sia quello primaverile, ma anche l’estate presenta numerose insidie. Sia l’allergia ad api, vespe e calabroni (imenotteri) che a meduse causano manifestazioni simili: più frequentemente compare, nella zona della puntura, l’orticaria che può anche diffondersi poi nel resto del corpo; a volte può comparire gonfiore, soprattutto al viso, ma anche nella parte più bassa della gola ( con difficoltà respiratoria e crisi asmatiche) e, nei casi più gravi, si può arrivare allo shock anafilattico caratterizzato da una forte vasodilatazione, calo della pressione e perdita di conoscenza fino alla morte.
In caso di puntura di imenottero, l’insetto rilascia nell’organismo una piccola quantità di veleno che nella maggior parte dei casi causa gonfiore, arrossamento e bruciore che tendono a scomparire spontaneamente nel giro di qualche ora. Negli individui predisposti però, si ha una vera e propria reazione allergica. Per alleviare il dolore e l’infiammazione può essere utile far scorrere acqua fredda nella zona interessata dalla puntura oppure applicare del ghiaccio. Se si presenta orticaria è bene assumere antistaminici e antinfiammatori. In caso invece di shock anafilattico bisogna ricorrere subito al Pronto soccorso e a iniezioni di adrenalina.
Il pericolo è anche in acqua, in quanto anche le meduse sono in grado di dar luogo ad una reazione allergica. Quando entrano in contatto con la pelle di una persona i tentacoli della medusa, dotati di aculei emettono liquido urticante che provoca una sorta di ustione molto dolorosa con arrossamento ed irritazione della pelle. Negli individui allergici il liquido può scatenare una reazione più o meno seria; inoltre, secondo gli esperti, due fattori aumentano il rischio di reazioni serie: aver utilizzato antinfiammatori nei giorni precedenti o aver compiuto uno sforzo fisico subito prima o al momento della puntura. Quando si è punti da una medusa è difficile rimanere calmi, ma è importante cercare di rimanere calmi; non grattarsi; lavarsi la puntura con l’acqua di mare e non con quella dolce perché favorisce l’entrata in circolo del veleno. L’ideale sarebbe applicare un gel astringente al cloruro di alluminio, anche se purtroppo non tutti gli stabilimenti balneari ne sono dotati. La persona allergica quindi dovrebbe portarlo sempre con sé. In caso di reazioni più serie e shock anafilattico bisogna immediatamente somministrarsi adrenalina e recarsi al Pronto soccorso.

Pericoli dall’aria e dall’acqua ultima modifica: 2015-08-07T21:16:31+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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