Perché non riesco a dormire?

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Secondo i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale del sonno più del 40% della popolazione mondiale soffre di disturbi del sonno. In Italia sono più di 12 milioni gli italiani che dormono poco e male e 4 milioni quelli che soffrono di insonnia cronica.

L’insonnia è un disturbo del sonno molto comune rappresentato dall’incapacità di prendere sonno anche quando se ne sente il bisogno. Questo problema non riguarda solo la notte, spesso infatti chi soffre di insonnia ha anche sintomi diurni, come spossatezza, disturbi della memoria, depressione, ansia e sonnolenza persistente. Si possono individuare tre tipi di insonnia in base alla durata: l’insonnia episodica  e l’insonnia transitoria hanno una durata da pochi giorni a massimo tre settimane e sono solitamente legate a eventi stressanti o a patologie specifiche. L’insonnia cronica, invece, può durare anche anni e richiede una valutazione medica approfondita.

Tra i disturbi del sonno legati all’insonnia i più diffusi sono: difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, risveglio precoce al mattino e cattiva qualità del sonno, che viene percepito come poco ristoratore. Per quanto riguarda la difficoltà ad addormentarsi, le cause possono essere diverse e vanno da ansia e preoccupazioni lavorative o familiari che impediscono di rilassarsi a cene troppo pesanti che rendono la digestione difficile oppure condizioni ambientali non ideali (come può essere dormire in una stanza troppo calda o troppo fredda). Un’altra causa potrebbe essere l’eccessiva attività sportiva svolta la sera. Questo fa si che vengano prodotte quantità di cortisolo e di adrenalina che potrebbero rendere difficile l’addormentarsi. L’ideale sarebbe fare questi allenamenti prima delle 21. In caso di ansia o preoccupazioni si può chiedere il parere di un medico, che, se necessario può prescrivere farmaci ipnotici che possono permettere di dormire meglio, oppure prodotti naturali che favoriscono il rilassamento come passiflora e valeriana.

A tutti è capitato di svegliarsi improvvisamente di notte magari a causa di un pensiero fisso?! Il problema si presenta nel caso in cui i risvegli notturni siano frequenti e si rimane svegli per ore senza riuscire a riprendere sonno. Anche in questo caso la causa può essere legata a preoccupazioni ed ansia. In caso di contrasti in famiglia o con il partner sarebbe bene chiarire i problemi prima di andare a letto, altrimenti il rischio è quello di svegliarsi nel cuore della notte. Ci si può svegliare spesso anche perché ci si accorge di russare, in questo caso il medico potrebbe indicare una visita presso un centro specializzato.

Se si tende a svegliarsi troppo presto al mattino e ci si sente più stanchi di quando ci si è coricati, la causa può essere ricercata tra problemi familiari o lavorativi che vanno a turbare molto chi ne soffre e rendono difficile abbandonarsi ad un buon sonno. Per ovviare a questo potrebbe servire fare un breve sonnellino di 15/20 minuti nel pomeriggio (lavoro permettendo ovviamente), questo permetterà di rilassarsi e ad affrontare con minor ansia la notte di sonno successiva. Spesso questo problema può essere collegato alla depressione , è quindi importante non sottovalutare i sintomi e in caso di umore altalenante, poca voglia di fare le cose, senso di insoddisfazione è bene consultare il medico.

Un altro problema caratteristico dei nostri giorni è che se in camera abbiamo TV, smartphone o tablet, dispositivi elettronici quindi,  si dorme di meno. La colpa è della luminosità degli schermi, che interferisce con la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia e che si attiva con il buio. C’è chi non ne risente affatto, ma se si ha qualche problema ad addormentarsi si dovrebbe senza dubbio evitare di stare al computer o sul tablet prima di dormire: la loro luminosità può davvero interferire con il riposo. Per favorire il sonno occorre rilassarsi, stare al buio, coccolarsi un po’, leggere un libro o una rivista, fare un bagno caldo, dedicarsi a se stessi.

L’insonnia è un problema che riguarda più le donne che gli uomini. Spesso alla base dell’insonnia ci sono ansia e depressione, più frequenti nel sesso femminile (perché quando nascono i figli si alzano di notte per allattarli o controllarli, e anche quando i bambini non devono più essere accuditi, le donne continuano a svegliarsi nel cuore della notte scivolando spesso nell’insonnia). Si caricano di molte angosce e tensioni, e questo non giova al riposo.

Come per le cause, anche le conseguenze dell’insonnia riguardano sia in fisico che la mente. Gli sbalzi di pressione causati dai frequenti risvegli aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, oltre a provocare modificazioni del metabolismo e delle funzioni dell’apparato endocrino, con conseguente riduzione delle difese immunitarie. A livello psicologico, invece, l’incapacità di dormire può portare a depressione, attacchi d’ansia e di panico che si ripresentano anche durante la giornata.

Secondo quanto afferma il professor Tullo, specialista neurologo e responsabile dell’ambulatorio sulle cefalee dell’ospedale Humanitas, i disturbi del sonno devono essere tenuti in grande considerazione dalla medicina. Il consumo scorretto di ipnotici alcune patologie cardiovascolari, gli incidenti stradali e sul lavoro legati a disturbi della vigilanza, la riduzione delle performance scolastiche e professionali, i disturbi dell’umore e del comportamento, una ridotta funzione del sistema immunitario, le dipendenze farmacologiche possono essere in rapporto con un sonno patologico.

Secondo gli esperti il 90% dei casi di insonnia si potrebbe risolvere con una buona igiene del sonno: pasti regolari, esercizio fisico ma non alla sera, una camera poco rumorosa, alla giusta temperatura e umidità, libera da televisioni, computer, radiosveglie e cellulari.

Il primo passo per curare l’insonnia è comprendere quale sia il suo motivo scatenante e intraprendere un percorso di cura specifico con l’aiuto di uno specialista. Il neurologo potrà prescrivere alcuni esami diagnostici per avere un quadro completo della situazione da un punto di vista fisiologico, mentre se ci si rivolge a un terapeuta specializzato in disturbi del sonno verranno indagate le cause psicologiche che spesso sono alla base dell’insonnia. Le terapie per l’insonnia più comuni, oltre a quelle farmacologiche, comprendono l’utilizzo dell’ipnosi, l’insegnamento di apposite tecniche di rilassamento e l’utilizzo di rimedi naturali e preparati omeopatici.

 

Perché non riesco a dormire? ultima modifica: 2018-02-07T12:00:55+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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