Parkour, una disciplina che aiuta a crescere

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Per capire cos’è il Parkour basterebbe ripensare al suo nome originale, ovvero “Art du déplacement”, ossia arte dello spostamento. Il Parkour “originale” è nato in Francia al principio degli anni Ottanta come attività metropolitana tesa ad individuare il percorso più breve e più “libero”, totalmente privo di condizionamenti, per andare da un punto all’altro della città. E se sul percorso si trova un muro, una siepe, una rete, non importa: si può scavalcare senza cambiare il percorso. L’obiettivo è quello di superare tutti gli ostacoli, senza che qualcosa possa fermare chi lo pratica (si passa ovunque e nel più breve tempo possibile), sfruttando al massimo l’efficienza del proprio fisico in funzione della velocità. Il vero obiettivo è arrivare alla massima conoscenza del proprio corpo, conoscere i propri limiti e, tramite il duro allenamento (fisico e mentale), superarli.
Si tratta di una disciplina che rende il corpo più funzionale e che allo stesso tempo, tramite l’apprendimento dei suoi valori, sviluppa nel praticante una grande forza di volontà. Il termine “Parkour” proviene dal francese (parcour) e significa letteralmente “percorso”; i suoi praticanti sono detti perciò Traceurs (al maschile) e Traceuses (al femminile) cioè “tracciatori”, di percorsi appunto.
Il Parkour non è uno sport individuale, è una disciplina che non comprende solo l’aspetto della costanza nell’allenamento e del sacrificio per il raggiungimento di obiettivi prefissati, ma include anche il rispetto verso se stessi (corpo, mente e spirito), verso gli altri e verso l’ambiente in cui si vive. E’ una disciplina di squadra: i praticanti imparano ad aiutare i compagni in difficoltà e a sostenersi l’un l’altro, favorendo lo sviluppo di relazioni basate sulla fiducia. Lo spirito di questa disciplina è la mancanza totale di competizione: c’è una continua sfida contro se stessi e non contro gli altri, che indirizza il praticante verso l’umiltà di spirito. Tutto ciò viene mescolato ad una continua stimolazione della fantasia, della scoperta delle infinite possibilità del corpo, verso un continuo studio del movimento.
Grazie al Parkour, il praticante viene aiutato a formare la propria personalità con valori forti e radicati che lo aiuteranno a superare meglio le sfide della vita. La visione del percorso (reale o di vita) non sarà visto come una successione di barriere insormontabili, ma un susseguirsi di ostacoli superabili.
Il Parkour in palestra è indicato per chi non ha problemi alle articolazioni ed è, già in partenza, in buona forma fisica. E’ adatto soprattutto per chi, sia adulto che bambini, ha bisogno di sviluppare l’autostima, sicura conseguenza dell’imparare a superare tutti gli ostacoli.

Parkour, una disciplina che aiuta a crescere ultima modifica: 2015-11-02T00:43:35+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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