Nuovi studi confermano l’esistenza di un’associazione tra colesterolo e cancro

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Un team di scienziati, coordinato da Giannino Del Sal, professore ordinario di biologia applicata dell’Università di Trieste e capo dell’unità di oncologia molecolare del Laboratorio Nazionale CIB di Area Science Park a Trieste, in collaborazione con l’Università di Padova, ha condotto uno studio che ha portato alla scoperta di come, cancro e processi metabolici responsabili della formazione del colesterolo, siano correlati nel tumore alla mammella e come i farmaci in grado di bloccarli possano contrastare questo tipo di tumori. Lo studio, realizzato grazie ai finanziamenti dell’AIRC è stato pubblicato su Nature Cell Biology.
Il colesterolo, oltre a essere assunto attraverso la dieta, è anche prodotto dalle nostre stesse cellule. Queste ne hanno bisogno per costruire le proprie membrane e sono capaci, all’occorrenza, di mettere in atto una serie di reazioni chimiche che, attraverso diverse tappe e prodotti intermedi, giungono infine a sintetizzarlo. Nel cancro questi processi vengono spesso “dirottati” a vantaggio del tumore, ma ad oggi non è ancora chiaro come. I ricercatori italiani mostrano per la prima volta come intorno alla via metabolica che produce colesterolo si intreccino i destini e le azioni di alcune molecole chiave della trasformazione tumorale, della propensione dei tumori alla mammella a dare metastasi e della resistenza alla chemioterapia: i fattori YAP/TAZ. Alcune sostanze prodotte nelle tappe intermedie di questa via, infatti, servono non solo per sintetizzare colesterolo ma vengono impiegate anche nei processi che rendono sempre attivi YAP/TAZ. Spingere la cellula a produrre colesterolo, quindi, significa anche spingerla ad accendere questi potenti fattori; YAP/TAZ rappresentano quindi i bersagli che sarebbe cruciale colpire nei tumori. Il team di scienziati ha cercato di utilizzare vecchi farmaci con nuovi meccanismi d’azione: il vantaggio è rappresentato dal fatto che se un vecchio farmaco può essere impiegato per nuovi scopi, i tempi per l’utilizzo nei pazienti si accorciano moltissimo. Sulla base di quest’idea, sono state testate molecole già approvate per l’uso nell’uomo per scoprire quali tra questi farmaci fossero anche attivi nel bloccare o inattivare l’azione di YAP/TAZ nelle cellule tumorali della mammella. Tra il centinaio di agenti terapeutici testati, le statine (farmaci utilizzati contro l’ipercolesterolemia) si sono rivelate essere le più efficaci. Da qui i ricercatori sono andati a fondo investigando i dettagli biologici e gli aspetti molecolari di quest’azione. I risultati ottenuti hanno conferito una solida base biologica per aspettarci che le statine o altri farmaci in grado di colpire la via metabolica che porta alla sintesi del colesterolo, possano contrastare efficacemente i tumori mammari, in particolare quelli più aggressivi. Su queste basi si potrà disegnare in modo accurato una sperimentazione clinica che permetta di verificarlo.

Nuovi studi confermano l’esistenza di un’associazione tra colesterolo e cancro ultima modifica: 2014-09-08T11:17:21+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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