Non tutti i sacchetti sono “green”

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Dal 2011 tutti i sacchetti di plastica dovrebbero essere biodegradabili, purtroppo non è così. Infatti, secondo gli ultimi dati disponibili, sembra siano in circolazione, ancora 70mila tra buste di plastica tradizionali e false buste. Le grandi catene di distribuzione (centri commerciali, supermercati) sono in regola, i sacchetti vietati dalle norme europee si trovano ancora nei mercati e nelle piccole botteghe. Il problema nasce soprattutto dal loro smaltimento, se disperse nell’ambiente inquinano, se invece finiscono nell’umido devono essere rimosse altrimenti c’è il rischio  che rovinino il compost ottenuto dal riciclo, è questo non sempre riesce con successo.
Le buste biodegradabili false sono prodotte con materiale di origine petrolifera, che si degrada solo in parte frammentandosi in parti sottilissime (in un tempo che va da 180 giorni fino a 5 anni…per il sacchetto tradizionale sono necessari addirittura almeno 100 anni!). Per questi motivi, dal 2014, chi le produce e distribuisce incorre in sanzioni fino a 100mila euro.
Ma come distinguere i due tipi di buste? Le buste biodegradabili si riconoscono, oltre che per la consistenza “molliccia”, per le scritte “biodegradabile e compostabile e conforme allo standard UNI EN 13432” e dalla presenza di un ente certificatore (i più comuni sono: Ok compost, Vincotte, Din Certco, Compostable Cic). Questi sacchetti possono essere smaltiti con l’umido nel compost.
Esistono poi dei sacchetti riutilizzati legali, di iuta o tessuto, che devono avere un determinato spessore, che cambia a seconda dell’uso e della forma del sacchetto, comunicato con una scritta apposita. Questi prodotti sono realizzati con almeno il 30% di plastica riciclata, in caso di uso alimentare. Una volta rotti o consumati devono essere gettati nella plastica.
Le false buste biodegradabili riportano invece scritte “fantasiose”, come: amico della natura o biodegradabile in 3/5 anni o oxodegradabile. Traggono in inganno perché fanno credere di essere biodegradabili, ma in realtà non lo sono del tutto o magari lo diventano solo dopo decenni. Sicuramente non possono essere utilizzate per l’umido, perché il materiale di cui sono costituite deriva dalla plastica e quindi andrebbe a contaminare il compost. Vanno invece smaltiti nella plastica.

Non tutti i sacchetti sono “green” ultima modifica: 2015-12-30T09:00:03+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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