Non ho sonno!

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Un problema comune a molti genitori è la difficoltà a far addormentare i propri figli. La mancanza di sonno è un disturbo molto diffuso, che toglie energia, concentrazione e buonumore e che, quando si cronicizza, può portare allo sviluppo di vere e proprie patologie. Il sonno è un bisogno vitale e serve a mantenere il corretto sviluppo cognitivo. La notte il cervello resta attivo ed effettua una specie di controllo delle attività cognitive diurne. Soprattutto per i bambini, dormire male non permette di riordinare e collegare informazioni ed esperienze ricevute durante il giorno.

In età pediatrica i disturbi più frequenti sono rappresentati dalla difficoltà ad iniziare e mantenere il sonno e dai risvegli multipli notturni. L’insonnia è un problema che affligge dal 10 al 30% dei bambini: in Italia i dati recenti parlano di 4 milioni di bimbi che soffrono di disturbi del sonno. I motivi per cui un bambino non dorme sono molteplici e riguardano anche cattive abitudini serali, orari sbagliati e attività che si compiono prima di andare a letto. Questi sono alcuni dei dati emersi dal progetto “Ci piace sognare”, realizzato dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) e dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP).

E’ importante cercare di capire quale può essere la ragione che lo tiene sveglio. Ovviamente i neonati non riescono a dormire tutta la notte, o comunque sono pochissimi quelli che lo fanno. E’ dai 9 mesi circa che iniziano a regolarizzarsi dormendo soprattutto di notte anche se spesso il sonno non dura più di cinque o sei ore di fila. Inoltre, se il bambino è abituato ad essere cullato dai genitori ogni notte prima di dormire, non imparerà mai ad addormentarsi da solo. Ed è per questo motivo che se si sveglia di notte e non li trova vicino è normale che si metta a piangere. E’ meglio che i genitori lascino la cameretta prima che si addormenti completamente, solo così imparerà a lasciarsi andare al sonno da solo. L’ambiente in cui dorme dev’essere il più silenzioso, il meno illuminato possibile e con una temperatura non troppo alta (intorno ai 20°), insomma uno spazio adatto al sonno. Inoltre è meglio che in camera non ci siano computer, videogiochi, televisione o cellulare. Tutti gli schermi vanno spenti almeno 1 ora prima di coricarsi.

Un altro problema può essere dato dal fatto che il bambino è troppo stanco e per questo fa più fatica ad addormentarsi. E’ importante tenere in considerazione che un bimbo che all’asilo hanno bisogno di 11-14 ore di sonno (almeno fino ai 5 anni), compreso il sonnellino, se dorme meno sarà in carenza di sonno.

Se un bambino si sveglia di notte e cerca la mamma potrebbe soffrire di ansia da separazione per la paura di essere abbandonato  (di solito questo succede attorno all’ottavo mese). Bisognerebbe rimetterlo a nanna cercando di consolarlo, parlandogli a bassa voce e facendogli qualche massaggino alla schiena, è meglio però non prenderlo in braccio, altrimenti sarà poi più difficile che si riaddormenti da solo. Se il bambino ha paura del buoi una lucina notturna può aiutare.

Per un bambino è importante definire orari e metodi certi nel tempo, soprattutto nei neonati bisogna creare una routine. La regolarità del sonno esprime la capacità di adattarsi alla routine di addormentamento proposta dai genitori nei primi mesi di vita del piccolo. Fare sempre le stesse cose (ad esempio andare in bagno, leggere una fiaba, spegnere la luce..) ogni sera prima della nanna aiuta tantissimo il bambino a capire che è arrivata l’ora di dormire.

Un bambino su 10 russa, questo è il sintomo più lieve e frequente tra i disturbi respiratori ostruttivi nel sonno. Il russamento è causato soprattutto dall’ingrossamento di tonsille ed adenoidi. Nel 37% dei casi il russamento può provocare apnee ostruttive. I bambini con apnea di solito russano forte e hanno il sonno agitato.

Alcuni bambini sono sonnambuli: possono camminare, parlare, sedersi sul letto o fare altro, tenendo con gli occhi aperti, mentre continuano a dormire. In questo caso è meglio non svegliarli perché potrebbero spaventarsi. Il piccolo sonnambulo va riaccompagnato dolcemente a letto.

La dottoressa Francesca Casoni, neurologa specializzata in medicina del sonno presso Sonnomedica, centro medico a livello nazionale dedicato esclusivamente alla medicina del sonno, ha parlato dei rischi della mancanza di sonno nei bambini. Per il bambino che non dorme le conseguenze ricadono non solo sulla vita sociale e sul rendimento scolastico, ma compromettono la salute. Secondo la dottoressa, bambini e adolescenti devono dormire le ore consigliate per la loro età, per evitare di sviluppare le malattie legate all’insonnia, ovvero obesità, diabete e depressione.

Ecco perché è fondamentale puntare sulla prevenzione e sul buon sonno, a partire da un cambio di stili di vita.

 

Non ho sonno! ultima modifica: 2018-04-13T15:00:12+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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