Musica diversa, pensieri diversi

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La musica è un elemento importante della nostra vita quotidiana. Sono state fatte molte ricerche sui fattori che determinano il gusto musicale personale e in generale hanno concluso che le preferenze musicali riflettano caratteristiche generali come l’età e la personalità.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, diretto da Simon Baron-Cohen (uno dei massimo esperti mondiali nel campo degli stili cognitivi, dell’empatia e dell’autismo), ha recentemente pubblicato una ricerca su “PLoS One”, nella quale è stato provato che, i gusti musicali non sono solo l’espressione  di inclinazioni e scelte estetiche, ma riflettono, almeno in parte, gli stili cognitivi delle persone.
In questo studio, i ricercatori hanno coinvolto circa 4000 volontari che sono stati sottoposti a una serie di test per definire con accuratezza sia le loro preferenze musicali sia il loro stile cognitivo: vale a dire se nel confronto con il mondo circostante e in particolare con le altre persone investissero maggiormente sulla capacità di riconoscere e reagire ai pensieri e ai sentimenti degli altri, o se fossero più interessati a comprendere le regole che sono alla base di un fenomeno o di un comportamento.
Dai risultati dei test è emerso che maggiore era la capacità empatica (la capacità di riconoscere e reagire ai pensieri e ai sentimenti degli altri) della persona più aumentava la preferenza per una musica più “morbida” (come il rhythm and blues i il rock morbido), non particolarmente complessa (country, popolare, di cantautori) e contemporanea (elettronica, latina, acid jazz, e pop).
Inoltre, dai risultati dei test è emerso che gli “empatici” preferivano la musica con un minore consumo energetico (dolce, riflessiva, sensuale, con elementi “caldi”), oppure che esprime emozioni negative (toni malinconici o tristi) o profondità emotiva (poetica, rilassante, riflessiva).
Per le persone con uno stile cognitivo più orientato verso la sistematizzazione (più interessate a comprendere le regole che sono alla base di un fenomeno o di un comportamento), invece, preferiva musica ad alta energia (forte, ricca di tensione), con emozioni positive (vivace o divertente), e caratterizzata da un elevato grado di complessità e cerebralità.
Secondo Baron- Cohen, la ricerca potrà permettere di capire meglio le persone che si trovano ai due estremi, e in particolare quelle con autismo, che sono fortissimi sistematizzatori.

Musica diversa, pensieri diversi ultima modifica: 2015-10-05T17:15:45+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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