Missione Rosetta e l’esplorazione del sistema solare

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ROSETTA è la missione sviluppata dall’ ESA, European Space Agency, a partire dal 2004, e dedicata all’esplorazione dei corpi minori del Sistema Solare. Il suo obiettivo primario è quello di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che raggiungerà in questo anno e scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015. Il modulo spaziale di questa missione è formato da due elementi: la sonda vera e propria, Rosetta e il lander Philae. Il nome della sonda deriva appunto da quello dell’omonima stele perché si spera che la missione sveli dei segreti riguardanti il sistema solare e la formazione dei pianeti, mentre il nome del lander deriva dall’isola di Philae, in cui è stato trovato un obelisco che ha aiutato la decifrazione della stele di Rosetta.
La partecipazione italiana alla missione consiste di tre strumenti scientifici dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) che permette di fare specifiche osservazioni dell’ambiente circostante; GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator), uno strumento in grado di analizzare le polveri e piccoli grani di materiale presente nella chioma della cometa misurandone le proprietà fisiche e dinamiche e WAC (Wide Angle Camera)/OSIRIS. Il canale WAC di OSIRIS è progettato per lo studio accurato delle emissioni gassose della cometa sia nel visibile che nella banda UV. I dati ottenuti da questi tre strumenti saranno utilizzati per selezionare la zona sulla quale far posare il lander.
E’ italiano anche il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sample Drill&Distribution), un elemento in grado di resistere alle condizioni ambientali proibitive in cui si troverà ad operare mentre cercherà di penetrare il nucleo della cometa sino a 20 cm di profondità per prelevare campioni che verranno poi studiati mediante alcuni degli strumenti a bordo del lander.
Come detto, il principale obiettivo scientifico della missione è la comprensione dell’origine delle comete e delle relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare per potere risalire alle origini del Sistema Solare. La ricerca di materiali inalterati si ottiene tramite l’esplorazione delle comete poiché le zone esterne del Sistema Solare contengono materiale ricco di sostanze volatili che non è stato processato nelle zone interne caratterizzate da alte temperature.
L’esplorazione della cometa consiste nella caratterizzazione del suo nucleo e della chioma, la determinazione delle proprietà dinamiche, lo studio della morfologia e della composizione. In particolare, lo studio della mineralogia e degli elementi volatili e refrattari del nucleo fornirà informazioni preziose sulla composizione della nebulosa che, nei modelli correnti, si pensa sia stata all’origine del Sistema Solare.
La sonda Rosetta si trova adesso a poche migliaia di chilometri dalla cometa e la sua speciale fotocamera OSIRIS ha iniziato a trasmettere immagini sempre più dettagliate del nucleo. Le più recenti, effettuate in luglio, mostrano che il nucleo ghiacciato della cometa, non è un pezzo unico, ma è formato da due enormi blocchi irregolari a contatto tra loro e tenute assieme dalla reciproca gravità. Questa forma insolita potrebbe rappresentare una sfida per la squadra responsabile dell’atterraggio della sonda, in programma per il mese di novembre. Secondo i responsabili della missione, la scoperta è probabilmente la prima di molte. E’ grande la curiosità di vedere quali altre stranezze scoprirà Rosetta nel suo avvicinamento alla cometa.. Dopo avere “agganciato” il nucleo, la navicella lo accompagnerà infatti a brevissima distanza nel suo viaggio verso il Sole per studiarne le trasformazioni.

Missione Rosetta e l’esplorazione del sistema solare ultima modifica: 2014-08-31T10:42:51+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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