A Milano il primo trapianto di fegato in Italia da un donatore a cuore fermo

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Lo scorso settembre, è stato eseguito con successo all’ospedale Niguarda di Milano il primo trapianto utilizzando un fegato prelevato da una persona in arresto cardiaco, una procedura mai utilizzata in Italia. Il ricevente è una persona di 40 anni. Grazie a questa possibilità, per i malati crescono le speranze di poter contare su un numero sempre maggiore di organi (sembra addirittura il 10% in più).
L’intervento ha coinvolto l’Ospedale Niguarda, il Policlinico S. Matteo di Pavia e il Centro Nazionale Trapianti. La procedura utilizzata, fino ad ora mai eseguita in Italia, è definita “trapianto da donatore a cuore non battente” e si differenzia dal protocollo tradizionale per il prelievo degli organi che normalmente avviene da un donatore in stato di morte cerebrale. In questo caso, il decesso è stato dichiarato in seguito alla cessazione dell’attività cardiaca e il prelievo è stato effettuato rispettando quello che gli addetti ai lavori chiamano “no touch period”, ossia un periodo di osservazione che in Italia è di 20 minuti (negli altri Paesi ne bastano 5) e che conclude il processo dell’accertamento di morte.
Venti minuti sono un intervallo di tempo molto lungo, che potrebbe esporre gli organi a danni irreversibili e compromettere il buon esito del trapianto. In questo caso però, superato il lasso di tempo il prelievo degli organi è stato possibile grazie a delle particolari tecniche di circolazione extracorporea (ECMO, ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) che hanno consentito, per 4 ore, la perfusione e l’ossigenazione post-mortem e in situ degli organi addominali, che alla fine sono stati dichiarati idonei per essere prelevati. Queste misure sono state adottate per mantenere la normale temperatura corporea e per ritardare il danno da ischemia, la principale minaccia che rischia di compromettere l’utilizzo degli organi per il trapianto.
La perfusione e il prelievo degli organi sono avvenuti presso l’ospedale San Matteo di Pavia. Il fegato prelevato è stato, quindi, trasportato a Niguarda dove è stato trapiantato.
Secondo i medici che hanno partecipato al trapianto, il fegato ha dimostrato un’ottima ripresa funzionale ed il paziente ricevente, sottoposto al trapianto per una grave malattia epatica terminale, è attualmente in buone condizioni generali.

A Milano il primo trapianto di fegato in Italia da un donatore a cuore fermo ultima modifica: 2015-09-29T06:08:27+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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