Mediterranea 17: il dopo-Expo visto dai giovani

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Oltre 300 creativi (tra artisti visivi, registi, scrittori, performer, musicisti, designer, stilisti, cuochi) under 35 provenienti da tutta l’area del Mediterraneo sono arrivati nel capoluogo lombardo per confrontarsi a Mediterranea 17 Young Artists Biennale, sul tema “No Food’s land. Il mondo dopo l’Expo”. E lo faranno a partire dal 22 ottobre fino al 22 novembre, usando le arti visive e la narrazione, lo spettacolo e la musica, il cinema e la gastronomia. Tutti gli artisti selezionati, per i primi quattro giorni animeranno la Fabbrica del Vapore a Milano in via Procaccini con esibizioni, performance, concerti e workshop. Per la selezione, effettuata lo scorso marzo da giurie locali o nazionali formate da esperti nelle differenti discipline, gli artisti hanno dovuto presentare un progetto specifico in relazione al tema “No Food’s Land”.
L’evento internazionale multidisciplinare è curato da Andrea Bruciati, promosso da Bjcem e Comune di Milano. I progetti abbracciano una variegata moltitudine di forme di espressione, sette sono le aree disciplinari di Mediterranea 17: Arti Visive, Arti Applicate (Architettura, Industrial Design, Web Design, Moda, Creazione digitale), Narrazione, Spettacolo (Teatro, Danza, Performance Metropolitane), Musica, Cinema/Video, Gastronomia.
Secondo il curatore dell’evento, Bruciati, il mondo dopo l’Expo si basa sulla consapevolezza di quanto il processo del nutrimento preveda uno scambio: qualcosa viene assimilato e consumato per fornire, a sua volta, energia a un altro soggetto. Anche l’immaginario funziona in questo modo: va nutrito e curato, coltivato, ripulito da ciò che non serve più. L’artista attraverso il suo lavoro nutre l’immaginario facendolo emozionare, riflettere, considerare, sentire, lasciando semi che germoglieranno nel tempo, costituendo il terreno su cui interverranno le generazioni future.
Questa Biennale è una splendida occasione di mostrare lavori innovativi, sviluppati nella direzione di una consapevolezza complessiva del proprio operato artistico, inteso come un processo che si sviluppa prima e dopo l’opera o l’atto performativo. La pratica artistica può essere accostata all’assimilazione, ovvero all’assorbimento corporeo del cibo quando si trasforma in nutrimento. Infatti, anche l’artista passa dall’idea astratta alla sua realizzazione concreta e reale, effettuando un cambiamento di grado, energetico, vitale.
L’allestimento seguirà un percorso sinusoidale, quasi ci si trovasse all’interno di un organismo che tutto divora e trasforma, nel quale, i vari elementi dissonanti possano combinare fluidamente come una sorta di puzzle.
Nata nel 1985, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa del Mediterraneo e nelle sue sedici precedenti edizioni ha coinvolto nel complesso più di 10.000 giovani artisti e oltre 70.000 visitatori. La Bjcem è una rete internazionale composta da più di 70 membri e partner provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa che rendono possibile l’evento stesso assicurando la partecipazione di artisti provenienti dai territori che rappresentano. Questa edizione è caratterizzata dalla collaborazione con altre due città Italiane: Genova e Torino.

Mediterranea 17: il dopo-Expo visto dai giovani ultima modifica: 2015-10-20T04:29:33+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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