L’epatite C si scopre dal dentista

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Il virus dell’epatite C si trasmette per via parenterale apparente con trasfusioni di sangue o emoderivati o inapparente per via percutanea. La modalità di trasmissione che ha maggiormente contribuito alla diffusione dell’infezione su ampia scala è stata quella per via percutanea, prevalentemente negli anni ’60-’70; in quel periodo, per mancanza di conoscenze sui virus dell’epatite, si è favorita la diffusione dell’infezione con l’uso di strumenti non perfettamente sterilizzati e impiegati consecutivamente per più pazienti. Dopo il 1990, in seguito alla scoperta del virus e alla conseguente introduzione del test di screening sulle donazioni di sangue, il contagio tramite la trasfusione di sangue o emoderivati si è drasticamente ridotto, fino a diventare evento eccezionale.
Si stima che circa il 30% della popolazione mondiale sia stata infettata da questo virus e spesso non lo sa. Lo scopre purtroppo quando il virus ha già fatto danni nell’organismo. Per questo motivo è fondamentale capire se si è infetti il prima possibile.
Lo studio dentistico è il luogo dove i cittadini si rivolgono più frequentemente e per questo è la struttura sanitaria ideale per verificare lo stato di salute degli italiani.
A sperimentare l’efficacia di uno screening sulla popolazione che visita giornalmente lo studio odontoiatrico è il progetto partito presso Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale San Raffaele che punta a verificare l’incidenza delle infezioni da virus dell’epatite C. Per i prossimi 6 mesi, nella struttura diretta dal professor Gherlone, i pazienti che si presentano per le cure dentali verranno sottoposti, previo consenso, ad un test salivare gratuito ed in 20 minuti potranno scoprire se sono infetti, in assenza di anticorpi contro l’epatite C il test risulta negativo; mentre, in caso di positività, il paziente viene invitato a sottoporsi al più presto al tradizionale esame del sangue, che permetterà di confermare la presenza dell’infezione.
L’iniziativa del San Raffaele (la prima in Italia di questo tipo, ha lo scopo di favorire una maggiore attenzione al proprio stato di salute e di favorire la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce) vuole avvicinare sempre di più le persone alla diagnosi precoce dell’epatite C, anche distribuendo materiale informativo sulle modalità di trasmissione del virus dell’epatite C e sulle possibili malattie (carcinoma epatico, cirrosi, ecc.) associate all’infezione.

 

L’epatite C si scopre dal dentista ultima modifica: 2015-05-20T16:28:05+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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