L’emicrania, una fastidiosa compagnia

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Si stima che nel mondo il 12% della popolazione adulta soffra di emicrania, un disturbo che colpisce soprattutto tra i 25 ed i 55 anni. Purtroppo, nemmeno i bambini sono immuni: 4 bambini su 10 soffrono di cefalea ed 1 su 10 soffre di emicrania. Sette milioni di italiani sono soggetti a questo disturbo e 5 milioni di questi sono donne.
L’emicrania è un disturbo neurologico invalidante; è una malattia con sintomi precisi, generalmente non fastidiosi, come rumore e luce troppo intensi, che divengono insopportabili. Grazie a numerosi studi, oggi, il meccanismo di comparsa dell’emicrania è più chiaro e per questo motivo sono stati messi a punto farmaci innovativi più mirati ed efficaci.
L’emicrania è considerata dagli esperti un disturbo “percettivo-sensoriale”, legato all’alterata e temporanea eccitabilità della corteccia cerebrale. La persona con questo disturbo ha una bassa soglia di tolleranza a stimoli sensoriali, che in altre circostanze non sarebbero nemmeno percepiti. Questi stimoli si trasformano in sensazioni dolorose che spingono la persona ad isolarsi al buio ed in silenzio. L’emicrania è un disturbo ereditario. Anche se la mappatura della malattia è ancora incompleta, gli esperti hanno riscontrato con frequenza alterazioni di alcuni geni associati al glutammato, un neurotrasmettitore con funzioni eccitatorie sulla corteccia cerebrale. Inoltre, nelle persone con emicrania è stato accertata la presenza della proteina Cgrp che stimola le terminazioni nervose che provocano la sensazione di dolore.
E’ in fase di sperimentazione una nuova classe di farmaci, i Gepants, che vanno a bloccare l’attività di Cgrp riducendo l’attività del trigemino-vascolare la cui stimolazione causa il mal di testa. Al momento si sono dimostrati efficaci e senza gli effetti collaterali dati dai triptani, i classici farmaci impiegati per la cura dell’emicrania. In futuro potranno essere impiegati in persone con problemi vascolari, ipertensione o disturbi renali.
Un altro farmaco in studio è lasmiditan che agisce come agonista di 5-HT1F, un recettore secondario della serotonina, che inibisce il rilascio di trasmettitori che eccitano la corteccia cerebrale e abbassa il livello di Cgrp. A differenza dei triptani è meglio tollerato e ha meno controindicazioni.

 

L’emicrania, una fastidiosa compagnia ultima modifica: 2015-06-15T16:36:07+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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