Le sfere di Moeraki

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I Moreaki Boulders sono un gruppo di sfere rocciose perfettamente tonde che punteggiano la battigia di Koekohe Beach, vicino al piccolo villaggio di pescatori di Moreaki, nell’Isola del sud in Nuova Zelanda.
Se ne contano più di una cinquantina, tra integre e frantumate, di colore grigio, del diametro massimo di oltre 2 metri e del peso di diverse tonnellate, sono disseminate isolate o in gruppo lungo un tratto di spiaggia di Koekohe. La componente rocciosa dei Massi Moeraki è interrotta da grandi crepe che si snodano dal loro centro verso l’esterno, riempite per lo più da uno strato di calcite marrone e in seguito giallastra.
La popolazione aborigena dei Maori associa la presenza di queste sfere a molte leggende: il gruppo Ngai Tahu, che viveva nell’area limitrofa, associa i massi al naufragio della grande canoa Arai Te Uru, a seguito di una tempesta, mentre navigava verso Sud, le sfere sarebbero la trasfigurazione di parte del suo carico, ovvero cesti tondi di cibo e zucche. Inoltre, lo scafo sarebbe diventato la scogliera che si estende in mare fino a Shag Point e la grande roccia, Hipo, il navigatore. E ancora molte delle colline tra Moeraki e Palmerston portano i nomi dei membri dell’equipaggio.
La scienza, ovviamente, propone un’altra spiegazione: a prima vista i massi sembrerebbero essere stati lavorati e poi depositati dal mare, ma in realtà la loro provenienza va cercata presso i rilievi che si innalzano a ridosso della spiaggia. Per milioni di anni, infatti, queste scogliere le hanno custodite dopo averle forgiate nel loro grembo; poi gli agenti atmosferici hanno eliminato la roccia più soffice, liberandole e permettendo loro di rotolare sulla spiaggia. Il processo cominciò circa 60 milioni di anni fa, quando gran parte del Nord dell’Otago era ricoperto dall’oceano. La loro formazione iniziò quando piccole quantità di materiale (carbonato di calcio, biossido di silicio, solfuro di ferro o ossido di ferro) dissolte nell’acqua andarono ad aggregarsi intorno al materiale organico presente dentro il sedimento marino fangoso deposto sul fondo e quindi, oggetti come conchiglie, ossa e frammenti di piante, hanno agito come nuclei di condensazione intorno ai quali i minerali disciolti nell’acqua cominciano gradualmente a cristallizzare. Dopo milioni di anni si sono così formate tali gigantesche sfere che i geologi chiamano concrezioni. Infine, circa 15 milioni di anni fa, il fondo marino si sollevò fin sopra il livello del mare, dove le forze erosive cominciarono il loro lento lavorio: l’ex fondale marino fangoso, venne divorato lentamente e i massi videro la luce.
Moeraki è facilmente raggiungibile in automobile seguendo la panoramica SH 1. Ai Moeraki Boulders si arriva a piedi da due punti segnalati: in una decina di minuti lungo la spiaggia dal parcheggio della riserva di Milford Sound o da una brevissima pista ciclabile che consente una visuale dei massi dall’alto, che comunque risulta comunque migliore dalla piattaforma panoramica, a pochi minuti a piedi attraverso la foresta.

 

Le sfere di Moeraki ultima modifica: 2015-03-16T18:03:00+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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