Le precauzioni per l’estate per esporre la pelle al sole

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La pelle è l’organo più vasto del nostro corpo ed è composta da tre strati principali: all’esterno verso l’interno, riconosciamo epidermide, derma e ipoderma. Le cellule principali dell’epidermide sono i cheratinociti, tra questi, nella parte più profonda, ci sono i melanociti che producono melanina, un pigmento naturale che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. La pelle ha numerose funzioni: protegge da traumi, dalle radiazioni UV, dai microrganismi e dagli agenti chimici; impedisce la perdita di liquidi; partecipa a meccanismi di termoregolazione e ha un’importante funzione sensoriale. La pelle viene esposta alle radiazioni solari per tutto l’anno, soprattutto nel periodo estivo. Una parte di queste radiazioni viene riflessa, mentre la maggior parte viene assorbita dalla cute. La pelle si difende in due modi: con l’iperpigmentazione (abbronzatura) e con l’iperplasia epidermica (ispessimento dello strato superficiale). Le radiazioni ultraviolette si dividono in UVA e UVB: la differenza è soprattutto nei danni che causano alla pelle esposta al sole.

I raggi UVB raggiungono l’epidermide ma non la superano stimolando di fatto la produzione ex-novo di melanina. Sono schermati dal vetro e dalle nuvole e sono colpevoli di scottature ed eritemi. I raggi UVA, sono più pericolosi, penetrano fino agli strati superficiali del derma e causano la formazione di tumori (melanoma, carcinoma cutaneo) e invecchiamento prematuro della pelle (rughe, macchie solari, perdita di elasticità). Purtroppo il 99% dei raggi solari che arrivano sulla superficie terrestre è UVA. I raggi solari hanno alcuni effetti benefici: stimolano la produzione di vitamina D (UVB), sono efficaci nel trattamento di alcune malattie del derma (es psoriasi, eczema) e contribuiscono a migliorare l’umore. Purtroppo i benefici dell’esposizione al sole sono molto inferiori al rischio di sviluppare tumori e alla certezza di fare invecchiare precocemente la pelle. Visto che l’estate si avvicina e aumentano le occasioni di esposizione al sole, è importante procurarsi la giusta protezione per il nostro tipo di pelle.

La scelta dei vari prodotti legati all’esposizione solare viene consigliata in base al cosiddetto fototipo: se ne distinguono sei tipologie che vengono espresse con un numero (da 1 a 6: dal più chiaro al più scuro). I filtri solari si possono suddividere, a grandi linee, in filtri chimici e fisici. I primi sono prodotti caratterizzati dalla presenza di sostanze che impediscono alle radiazioni solari di penetrare nella pelle; di fatto le catturano e le trasformano rendendole innocue; i filtri chimici agiscono selettivamente su determinate lunghezze d’onda; la stragrande maggioranza dei prodotti contenenti filtri solari di tipo chimico protegge dalle radiazioni UV-B; vi sono però anche filtri solari che consentono una protezione più allargata. I filtri solari di tipo fisico invece agiscono riflettendo le radiazioni solari; essi contengono infatti sostanze (per esempio l’ossido di zinco o il biossido di titanio) dotati di questa capacità riflessiva nei confronti dei raggi solari. Sono meno usati perché lasciano sulla cute un sottile strato di colore bianco che da un punto di vista estetico non è particolarmente piacevole. Vengono generalmente consigliati in quei casi in cui la sensibilità ai raggi solari è particolarmente spiccata oppure per proteggere adeguatamente parti del corpo particolarmente delicate e sensibili (naso e labbra). Esistono diverse forme di abbronzanti: oli solari, caratterizzati da una notevole spalmabilità e dalla loro trasparenza.

Sono prodotti che si addicono ai fototipi con carnagione più scura perché la barriera che formano è estremamente sottile e i fattori di protezione non sono mai particolarmente elevati in questa tipologia di prodotti); stick, gel anidri e lipogel, prodotti abbastanza grassi venduti sotto forma solida; sono densi e untuosi, non sono quindi particolarmente adatti a essere spalmati su superfici cutanee estese; generalmente vengono utilizzati per proteggere le parti più sensibili quali naso, labbra, seno, volto ecc; idrogel, prodotti di consistenza gelatinosa a base di acqua o alcol. Il loro fattore di protezione è generalmente basso e, qualora la base sia alcolica, non sono consigliabili per l’uso su pelli particolarmente sensibili. Vengono utilizzati talvolta per proteggere i capelli o come creme doposole; paste e creme, caratterizzate da una notevole densità; il loro utilizzo è destinato generalmente a soggetti dalla pelle estremamente delicata e ai bambini più piccoli.

Consigli utili per una giusta esposizione: nei primi giorni, soprattutto se la pelle è chiara, sarebbe opportuno utilizzare una crema ad alta protezione da 30 a 50, dopo qualche giorno si può passare ad una protezione media (15-20). Evitare le ore più calde (11-16); spalmare la crema almeno 15 minuti prima dell’esposizione al sole e rinnovarla ogni 2 ore e dopo ogni bagno. E’inoltre importante non utilizzare residui di vecchie creme, perché i filtri solari in esse contenuti sono soggetti a degradazione. E’ consigliabile l’utilizzo di creme solari anche quando si è già abbronzati: l’abbronzatura è si un meccanismo di autodifesa ma il suo potere di protezione è inferiore rispetto a quello dei filtri delle creme. In aggiunta alle creme, possono essere utilizzati anche integratori alimentari per rinforzare i meccanismi di difesa cellulare dal sole.

Le precauzioni per l’estate per esporre la pelle al sole ultima modifica: 2014-06-27T18:01:03+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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