L’Abbazia di San Galgano e la spada nella roccia

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A circa 40 Km da Siena, in una valle isolata tra le colline toscane, si trovano un’antica Abbazia cistercense, ormai sconsacrata e in parte diroccata e, 50 metri più in alto, sulla collina di Montesiepi, una piccola cappella di forma circolare al cui interno è custodita una delle reliquie più affascinanti e misteriose dell’intera regione: la spada nella roccia di San Galgano.

Al centro della cappella circolare, protetta da una lastra di vetro, dal pavimento in cotto sporge uno sperone di roccia, al cui interno è incastonata una spada cruciforme, che da esami metallografici risulta forgiata nel 1170 circa. Inoltre all’interno della cappella ci sono alcuni affreschi del ‘300 che la ritraggono con esattezza di particolari. Il richiamo a Re Artù e alla sua spada nella roccia fa pensare ad una somiglianza non casuale.

Galgano era un giovane cavaliere, nato nel 1147 a pochi chilometri da Siena. La leggenda narra che una notte gli apparve l’Arcangelo Michele che lo guidava, attraverso uno stretto ed impervio sentiero, fino alla collina di Montesiepi, dove fu infine accolto dai dodici Apostoli di fronte ad un tempio di forma rotonda. Galgano interpretò questa visione come un segno del volere divino; qualche tempo dopo, infatti, avrebbe fatto di quel luogo isolato la sede della sua nuova e definitiva dimora da eremita: recatosi sulla collina di Montesiepi, abbandonò la veste di cavaliere e infisse la sua spada in una roccia, in modo da farne una croce. Quella spada è ancora lì, da più di ottocento anni, come simbolo di una incorruttibile conversione.  La Rotonda di Montesiepi fu edificata tra il 1182 ed il 1185, sopra alla capanna ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita e proprio dove aveva infisso la Sua Spada nella roccia, fu quindi la prima Tomba del Santo, che fu sepolto a nord della spada.

Un evento particolare si verifica ogni 21 giugno: al solstizio d’estate, al sorgere del sole un raggio di luce penetra nell’eremo da una fessura posta dietro all’altare forma un cerchio luminoso sulla parete che pian piano si sposta fino a toccare la spada e il sepolcro di S. Galgano.

Intorno al 1220 fu iniziata la costruzione dell’Abbazia a valle, a fine lavori venne ufficialmente consacrata e “visse” cento anni di grande splendore fino al 1364 a cui seguì la lenta decadenza, dapprima fu adibita a magazzino di materiale edile, fino ad arrivare al 1550 quando il Commendatario del tempo arrivò a vendere oltre a tutto il resto, addirittura il tetto in piombo per fare munizioni. Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il convento alla fine del ‘700, la grande abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina.

L’abbazia di San Galgano rimane comunque una struttura imponente in stile gotico ed è davvero un colpo d’occhio al centro della vallata in cui si trova. Trasmette una sensazione unica per chi avesse la fortuna di fermarsi la notte, per questo motivo la biglietteria chiude molto tardi, verso le 23.00, trovarsi in una chiesa e avere come copertura un cielo stellato non è qualcosa che si trova in ogni angolo della terra. Ne vale davvero la pena.

 

L’Abbazia di San Galgano e la spada nella roccia ultima modifica: 2015-01-19T13:32:55+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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