La tradizione ebraica in cucina

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La tradizione ebraica, impone rigide regole sul cibo. La parola ebraica “Kasher o kosher” significa conforme alla legge, consentito. La cucina kosher impone di consumare solo alimenti puri, per non intossicare il corpo assorbendo le scorie degli alimenti. Esistono cibi consentiti e cibi vietati, a abbinamenti da evitare assolutamente per mettere l’organismo in condizioni tali da aumentare il proprio benessere e, contemporaneamente, salvaguardare la salute.
Ecco alcune regole in pratica che da più di tremila anni vengono osservate dagli ebrei in tutto il mondo.
Gli animali permessi sono quelli che sono ruminanti e che hanno lo zoccolo spaccato in due parti, come mucca, vitello, pecora, capra. Mentre gli animali non permessi sono quelli che non hanno entrambe le caratteristiche come coniglio, maiale, cavallo. E’ importante eliminare tutto il grasso visibile in quanto, secondo tradizione kosher l’animale immagazzina tutte le sue emozioni impure e negative nel grasso. Inoltre, il grasso è poco salutare ed è dannoso per il sistema cardiocircolatorio. Sono esclusi dalla cucina ebraica anche gli animali marini senza squame e senza pinne (né crostacei né molluschi), uccelli rapaci e rettili.
Per latte e derivati vale la stessa regola delle carni: possono essere consumati solo i prodotti degli animali permessi. Inoltre, esiste il divieto di mescolare carne e latticini nello stesso pasto. E’ vietato, quindi nello stesso pasto cucinare il latte (o dei suoi derivati ad esempio il burro) con carne di qualunque animale sia quadrupedi che volatili. A livello nutrizionale questa è un’ottima strategia per evitare di alzare eccessivamente il contenuto calorico e lipidico di un unico pasto.
Frutta e verdura sono ammesse nel rispetto della stagionalità. Ad esempio, durante la cena del Capodanno ebraico che si festeggia a settembre, il piatto di apertura è costituito da una mela arricchita con miele.
Secondo l’alimentazione kosher anche il consumo di prodotti da forno deve avere delle limitazioni, sono molto importanti gli ingredienti dei prodotti stessi.  Ad esempio, il lievito non è vietato, ma nel periodo pasquale, è obbligatorio il consumo di pane senza lievito, a ricordo della partenza frettolosa degli ebrei in fuga dall’Egitto. I benefici dati dal non consumo di lievito sono pancia piatta, digestione più efficiente e benessere generale dell’intero organismo.
Il vino può essere solo rosso e prodotto secondo il metodo approvato kosher, ossia senza l’impiego di additivi, conservanti o zuccheri che accelerino il processo di fermentazione. La quantità consentita è in linea con le principali regole in fatto di dietetica e alimentazione: un bicchiere al giorno, meglio se durante i pasti.

La tradizione ebraica in cucina ultima modifica: 2015-12-17T16:15:24+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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