La “rivoluzione” del Sistema sanitario nazionale

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Dopo il cambiamento della Pubblica Istruzione, cambieranno molte cose anche nella gestione pubblica della nostra salute, i vantaggi e gli svantaggi però non sono ancora ben chiari. Si è aperta una fase di riorganizzazione per la sanità che dovrà fare i conti con un taglio al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) di 2.3 miliardi di euro l’anno per il 2015 ed il 2016. L’obiettivo è quello di porre fine al ricorso frequente a esami e controlli considerati superflui; il taglio riguarda circa il 15% delle prestazioni che oggi il Ssn passa gratuitamente. Sono 208 le prestazioni su cui il Ministero ha fissato norme più rigide per la loro gratuità, queste prestazioni però, potranno continuare ad essere passate dal Ssn solo per determinate categorie di malati ed in particolari condizioni cliniche. Quello che è certo è che nessun cittadino sarà privato di analisi salvavita, necessarie o utili. Ecco alcuni esempi.
Per quanto riguarda le analisi di laboratorio verranno fissate nuove condizioni di erogabilità, si potranno infatti prescrivere solo in base a precise indicazioni cliniche, ad esempio, a meno che non si sia in presenza di fattori di rischio evidenti, gli esami per il colesterolo ed i trigliceridi potranno essere ripetuti “gratis” solo ogni tre/cinque anni.
Anche la dialisi continuerà ad essere gratuita solo in alcuni casi: il costo sarà a carico del Ssn solo per chi non avrà complicanze dovute al trattamento e per i malati che non hanno bisogno di una correzione metabolica in ospedale.
Ci sono novità anche nel caso della Tac e della Risonanza magnetica: essendo esami costosi, le prescrizioni saranno su misura, ad esempio in caso di presenza di mal di schiena o per verificare la presenza di un’ernia, la risonanza e la tac saranno a pagamento. Inoltre, sono in vista probabili tagli anche alla risonanza al ginocchio per gli over 65.
Secondo il Ministero, le prestazioni nel campo della genetica sono molto onerose e non potranno essere prescritte per la ricerca o per la mappatura del genoma, ma solo per la diagnosi di malattie genetiche (l’elenco completo verrà stilato dal Ministero).
In conclusione, le prescrizioni mediche verranno fatte solo su misura e solo in casi di effettiva necessità. Il medico di base dovrà attenersi scrupolosamente al nuovo protocollo fornito dal Ministero. In caso in cui il comportamento del medico non sia ritenuto conforme sono previste riduzioni del trattamento economico: se il medico non sarà in grado di giustificare la sua decisione in maniera valida, dovrà pagare di tasca propria (subiranno sanzioni con trattenute di stipendio se dipendenti del Ssn o con la riduzione delle loro quote variabili, se convenzionati).
La riforma del Ssn punta anche a ricoveri più brevi per diverse malattie. Si parla di facilitare l’uscita dei malati dall’ospedale, grazie alla presenza di servizi di assistenza o all’attivazione di cure domiciliari. Per il momento sono ancora poche le regioni in cui è presente questa continuità. Secondo le nuove norme, alcuni trattamenti che fino ad oggi prevedevano un ricovero, dovranno essere convertiti in day hospital o in  regime ambulatoriale.
Questo alleggerimento del Ssn  però potrebbe incidere sull’aumento della spesa sostenuta dalle famiglie per la salute, andando a gravare sui redditi già messi a dura prova dalla crisi. Inoltre, le persone verranno spinte ancora di più verso il servizio privato.

La “rivoluzione” del Sistema sanitario nazionale ultima modifica: 2015-11-17T13:18:28+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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