La perla della Bolivia

221 visualizzazioni Scrivi un commento

Nel momento in cui si fa un viaggio in Bolivia non si può non visitare il salar de Uyuni, ossia la più grande distesa di sale del pianeta con i suoi 10.582 km². Si stima che il Salar de Uyuni contenga 10 miliardi di tonnellate di sale di cui meno di 25.000 tonnellate vengono estratte annualmente. È formato da circa 11 strati con spessori che variano tra i 2 e 10 metri, lo strato superficiale ha un spessore di 10 metri. Rappresenta un terzo delle riserve di litio del pianeta e contiene importanti quantità di potassio, boro e magnesio. Il salar de Uyuni è uno spettacolo unico dove questo immenso mare bianco rappresenta uno dei paesaggi più surreali del Sud America, un luogo magico e remoto. La bellezza sta nei colori del sale, che cambiano a seconda dei minerali disciolti, e nel panorama quasi lunare, causato dall’estremo andamento pianeggiante dell’enorme deserto.

All’interno del salar si trova l’isla del pescado (isola del pesce), chiamata così proprio per la sua forma, è costituita da sedimenti calcarei marini e materiale vulcanico. L’isola è sopraelevata di circa 100 metri, su di essa sopravvivono alcuni cactus. Qui sono stati trovati giacimenti archeologici, rovine Inca, caverne, gallerie naturali ed un bosco di cactus.

Il salar de Uyuni si trova nel sud della Bolivia, sugli aridi altipiani meridionali, vicino al confine con il Cile. In questa regione si trovano maestose cime vulcaniche, ampie zone brulle e selvagge ma soprattutto diversi salares, delle affascinanti distese di sale. Tra queste spicca il salar de Uyuni, la più importante e famosa meta turistica di tutta la Bolivia.

E’ sconsigliato visitare da soli e a piedi questa zona, in quanto sarebbe troppo rischioso (è così grande ed uniforme che perdersi sarebbe fin troppo facile, ed il candore del sale e i suoi effetti disidratanti rischiano di amplificare a dismisura gli effetti del sole), vengono fatti tour su speciali jeep 4×4 protette dal sale (nella stagione delle piogge il deserto è coperto da una sottile pellicola d’acqua che, mista col sale, intacca il telaio delle vetture) della durata di tre o quattro giorni partendo dalla cittadina di Uyuni o da San Pedro de Atacama (in Cile). La Bolivia è la nazione più elevata del continente americano e proprio l’altitudine non è da sottovalutare. E’ consigliabile qualche giorno di acclimatamento, normalmente due o tre giorni sono sufficienti per far sì che il corpo si abitui alla rarefazione dell’aria, anche se questo varia da individuo ad individuo. E’ consigliato, per ridurre i fastidi legati all’altitudine, mangiare leggero, non bere alcolici, bere tanta acqua e masticare foglie di coca come vedrete fare ai locali (in Bolivia sono legali e diffuse).

Il salar de Uyuni è visitabile tutto l’anno, ma i mesi migliori per visitarlo sono agosto, settembre e ottobre, dopo il periodo del gelo invernale e prima delle piogge estive. Tutta la zona degli altipiani andini in cui si trova il salar de Uyuni è desertica e battuta da venti gelidi per buona parte dell’anno.

L’altitudine di queste zone oscilla tra i 3600 e i 5400 metri, per questo motivo saranno necessari indumenti tecnici molto caldi (piumino, giacca antivento, cappello, calzamaglia e guanti). Come tutti i deserti, l’escursione termica è molto marcata e di notte le temperature scendono fino a -20°. Non bisogna dimenticare occhiali da sole e protezione solare, il riverbero del sole a quelle altitudini è fortissimo.

Narra una leggenda che i protagonisti della formazione del deserto furono i giganti Kusina, Kusku e Tunupa, (in realtà le montagne circostanti). Tunupa e Kusku erano sposati, ma il secondo tradì la moglie con Kusina: Tunupa pianse così tanto da riempire tutta la distesa con le sue lacrime salate, dando origine al deserto di sale. In realtà, per scoprire la reale motivazione bisogna andare indietro di circa 40.000 anni. L’altopiano su cui si trova il deserto non aveva sbocchi, quindi tutta l’acqua proveniente dalle montagne circostanti convogliava qui, creando un enorme lago preistorico. A causa dell’elevata salinità, tutta l’acqua colpita dai forti raggi del sole delle Ande evaporò, facendo rimanere questa massiccia crosta di sale. Nella parte più profonda e centrale, il lago raggiunge una profondità di 120 metri.

La perla della Bolivia ultima modifica: 2017-12-13T17:12:11+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *