La “nuova” epidemia: l’ebola

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In alcuni stati africani, il virus Ebola rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale; la peggiore epidemia degli ultimi 40 anni. Esistono continue smentite e nuovi allarmi che alimentano i timori di un possibile diffusione dell’epidemia al di fuori degli stati africani, ma non bisogna farsi prendere dall’ansia, il virus si trasmette in quelle zone anche per la scarsità delle condizioni igieniche.
Ci sono due possibili vie di trasmissione: gli animali e le persone infette. Per quanto riguarda gli animali, gli scimpanzè ed i primati in generale, ed una specie di pipistrello rappresentano il primo veicolo di trasmissione. Per questo motivo nei paesi colpiti c’è il divieto assoluto di toccare questi animali, infatti, sembra che il “paziente zero” sia stato un bambino di un villaggio che si è ammalato dopo essere venuto a contatto con una animale malato. Per quanto riguarda il contatto con persone infette, il contagio è dato da contatto diretto con fluidi corporei. Il rischio c’è anche toccando indumenti ed oggetti sporchi dei fluidi del malato. Il virus rimane a lungo nel sangue anche dopo la guarigione. Perchè la malattia si manifesti devono passare da due a 21 giorni dopo il contatto a rischio, ma si è contagiosi solo dopo la comparsa dei sintomi: febbre improvvisa, spossatezza, dolori muscolari, mal di gola e mal di testa. In seguito si presentano vomito e diarrea e pustole su tutto il corpo. Esiste un test che permette di individuare il virus nel sangue, viene ripetuto durante il ricovero per verificare l’andamento della carica virale. Rappresenta anche un test di controllo che viene effettuato in viaggiatori sospetti in uscita dall’Africa i in scalo negli aeroporti internazionali. Al momento esistono solo delle cure sperimentali, le stesse usate alla Emory University di Atlanta sul medico e sull’infermiera che avevano contratto il virus in Liberia. Ovviamente, nonostante i risultati, è presto per sentirsi vittoriosi. Esistono altri farmaci in progettazione; tutti, stanno saltando la procedura standard (sperimentazione in vitro, su cavie e alla fine sull’uomo) e vengono usate direttamente sull’uomo, questo grazie alla decisione della Food and Drug Administration che ha modificato il solito iter. Anche per quanto riguarda il vaccino ci sono molte case farmaceutiche all’opera, ci sono già risultati da lavori di ricerca, nonostante ciò si pensa che il vaccino contro l’ebola non potrà essere usato prima del 2015. Nel frattempo è importante rispettare le regole di igiene e prudenza, valide per tutti , ma soprattutto per chi deve recarsi in un Paese a rischio.

La “nuova” epidemia: l’ebola ultima modifica: 2014-10-25T17:42:28+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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