La mente umana non avrà più segreti

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L’Università di Pompeu Fabra di Barcellona, con il gruppo di ricerca multidisciplinare SPECS (Synthetic Perceptive Emotive and Cognitive Systems) guidato dal Professor Paul Verschure sta portando avanti uno studio il cui obiettivo primario è la comprensione della mente, del cervello e del comportamento umano. Una nuova parola che sta entrando di prepotenza nel mondo scientifico è connettoma, una parola difficile ma che potrebbe chiarire dettagliatamente la complessa organizzazione neuronale all’interno del nostro cervello. La scienza si sta prefiggendo di capire cosa accade nel nostro cervello per prevenire le malattie degenerative del sistema nervoso. Il connettoma rappresenta una mappa “completa” , anche se ancora parziale, di tutte le connessioni ed i collegamenti che si strutturano nel nostro cervello. Rappresentare un intero connettoma è la sfida tecnologica più difficile di sempre e al raggiungimento di questo fine, secondo gli scienziati, dovranno lavorare intere generazioni.
Il connettoma è diverso in ognuno di noi, inoltre cambia a seconda del tempo e delle esperienze personali. Quindi , per identificare quello di un singolo individuo, i ricercatori dovrebbero essere in grado di rappresentare un grafico costituito da 100 miliardi di neuroni, ciascuno dei quali a loro volta in grado di produrre 10000 connessioni. Il professor Verschure dice che l’obiettivo primario è quello di riuscire a comprendere il funzionamento del cervello per sapere come intervenire in caso di malattie neurodegenerative. Gli scienziati sono convinti che nel futuro questo permetterà di prevedere, dalla nascita, l’insorgenza di eventuali anomalie funzionali che si strutturano nel tempo.
I dati del connettoma vengono decodificati attraverso un sistema di avanzata tecnologia creato dai ricercatori della Pompeu Fabra chiamato XIM (eXperience Induction Machine). Grazie a questo sistema si riescono a sondare le diverse aree cerebrali associandole a diverse sonorità musicali, modulate in modo più incisivo o tenue a seconda della regione encefalica in cui si naviga. Gli stessi neuroni sembrano emettere un suono diverso in base alle numerose connessioni che si generano. Per questo motivo bisogna conoscere esattamente la zona della mente in cui ci si trova. All’interno del laboratorio, in uno scenario tecnologico, un ricercatore indossa un guanto che presenta particolari sensori, grazie ai quali potrà navigare nella mente umana riprodotta sugli schermi, catturandone i dati e valutando lo stato psicofisiologico, la frequenza cardiaca e le funzioni respiratorie del soggetto esaminato.
Il professor Verschure afferma che il futuro della diagnostica sarà quello di paragonare i dati cerebrali del paziente con quelli che la scienza otterrà attraverso un sistema di riferimento artificiale. Nel futuro verranno creati computer con una banca dati che riguarda le nostre menti, i nostri ricordi e le nostre esperienze prima che scompaiano per sempre.

La mente umana non avrà più segreti ultima modifica: 2014-10-25T17:28:53+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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