La malattia del bacio

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La chiamano in questo modo perché si trasmette soprattutto attraverso la saliva infetta. E’ un’infezione virale che colpisce i linfociti B del sistema immunitario. Il responsabile della mononucleosi è infatti il virus di Epstein-Barr (EBV), un virus a DNA appartenente alla famiglia degli herpesvirus. Questo virus è, responsabile anche della genesi di alcuni tumori epiteliali, nonché di alcuni tipi di linfoma, come il Linfoma di Hodgkin e il carcinoma del rinofaringe.

Colpisce soprattutto bambini e adolescenti che si contagiano scambiandosi giochi, stoviglie ed effusioni, ma gli adulti non sono immuni, possono ammalarsi baciandosi ma anche utilizzando lo stesso spazzolino o bevendo da un bicchiere infetto. Il picco di casi si registra nella fascia d’età tra i 15 ed i 25 anni. Il contagio avviene per contatto con le secrezioni di naso, bocca e faringe o con mucose infette. Il periodo di incubazione è di 4-6 settimane. Anche mesi dopo la guarigione il soggetto può continuare a trasmettere il virus attraverso la saliva.

La mononucleosi non è una malattia pericolosa, salvo rari casi con particolari complicazioni (possono insorgere problematiche a carico del sistema nervoso centrale, periferico e vascolare, con possibile edema e degenerazione mielinica dei fasci nervosi centrali). In questi casi, è opportuno essere seguiti adeguatamente da personale medico qualificato.

Nella maggior parte dei casi, la malattia è risolvibile con una decina di giorni a riposo, e con una terapia di supporto farmacologica o naturale: il riposo, il calore, una buona alimentazione a base di frutta e verdura ed una buona idratazione contribuiscono a rendere più veloce il processo di guarigione.

Molto spesso, la malattia è asintomatica o si presenta con sintomi lievi simili a quelli di un’influenza (febbre, mal di gola, spossatezza e malessere generale, dolori muscolari, linfoadenopatia  ovvero ghiandole del collo particolarmente gonfie, splenomegalia ossia ingrossamento della milza). Raramente si può manifestare un esantema.

I sintomi tendono a scomparire nell’arco di alcune settimane, può però persistere stanchezza accentuata. Non è detto che una persona che non ha mai presentato i sintomi tipici della mononucleosi, non abbia contratto il virus in passato, specialmente da giovane o da ragazzino.

La malattia è benigna e si risolve senza problemi nelle persone sane; al contrario, in chi ha il sistema immunitario compromesso il virus può riattivarsi anche a distanza di molto tempo, con serie conseguenze.

L’unica modalità sicura per stabilire la presenza di malattia è quella di eseguire analisi del sangue specifiche, con la constatazione di presenza di linfociti nel sangue e, qualora neanche questa valutazione sia certa, attraverso specifici esami immunologici. Si ricercano gli anticorpi anti-EBV e anti-VCA (sia IgG che IgM)che compaiono a seguito dell’infezione. Quando le IgM calano  e restano solo le IgG significa che l’infezione è superata

Le cure contro la mononucleosi sono diverse a seconda dei casi. Non si può pertanto stabilire una cura universale, perché come è stato anticipato, in moltissimi casi la patologia si risolve nel giro di poche settimane, senza particolari complicazioni. In generale, alle persone affette da mononucleosi, si consiglia un decorso tranquillo, possibilmente a riposo ed al coperto: una settimana o dieci giorni da trascorrere sotto le coperte sono senza dubbio la cura più efficace. Per abbassare la febbre e alleviare il mal di gola, il mal di testa ed i dolori muscolari si può assumere un antipiretico come il paracetamolo. Gli antibiotici vengono prescritti solo in caso di accertata sovra infezione batterica. E’ consigliabile sospendere attività fisiche intense per uno o due mesi nei casi a rischio di complicanze, onde evitare traumi addominali e la possibile rottura della milza, possibile a causa del suo ingrossamento nella fase acuta della malattia.

L’estata è considerato il periodo più a rischio per contrarre la mononucleosi virale, questo perché in vacanza è più difficile rispettare tutte le regole igieniche ed il contagio è più frequente. Non esiste un vaccino in grado di proteggere dal rischio di contagio. E’ quindi fondamentale la prevenzione, basata su semplici norme igieniche. E’ importante utilizzare posate e bicchieri monouso, fazzoletti di carta per soffiarsi il naso, lavare bene le stoviglie e non condividere gli spazzolini da denti, lavarsi spesso le mani e adottare le dovute precauzioni durante i rapporti sessuali.

 

La malattia del bacio ultima modifica: 2017-09-29T10:00:15+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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