La dieta dei Templari

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I Cavalieri Templari inizialmente nati per difendere i pellegrini che si recavano in Terrasanta dagli attacchi dei predoni mussulmani, finirono con l’espandere il loro potere economico e politico fino a scontrarsi con il Re di Francia e furono definitivamente sciolti e processati dal Papa Clemente V.

La loro storia è studiata attentamente ancor oggi e tra le tante notizie storiche che sono in nostro possesso spicca la durata media della loro vita. I Templari hanno avuto una vita media di circa 40 anni, ben superiore a quella media riferita alle classi agiate di allora, in quanto all’epoca la medicina non era a livello di quella attuale. Alcuni vissero fino a 70 anni e oltre, un esempio è Jacques de Molay, l’ultimo Maestro dell’ordine, il quale spirò alla veneranda età di 71 anni condannato al rogo, quindi non per cause naturali.

Secondo il professor Francesco Franceschi, direttore del reparto di medicina d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma, è evidente che c’era una peculiarità nel loro stile di vita che li portava a vivere più a lungo degli altri, riconducibile in primo luogo alla loro alimentazione. Il medico, a tal proposito, ha firmato una ricerca dal titolo «The diet of Templar Knights: Their secret to longevity?», da poco apparsa sulla rivista scientifica internazionale Digestive and Liver Disease, condotta attraverso un’indagine sui documenti dell’epoca che ha evidenziato come la dieta possa aver aiutato questi monaci-soldati a vivere molto più a lungo della media. I rappresentanti dell’ordine dei Templari seguivano uno stile di vita sancito dalla regola templare latina, che includeva capitoli riguardanti l’alimentazione e l’igiene a tavola.

Il loro fondatore, Bernardo di Chiaravalle, aveva imposto delle ferree regole alimentari: la dieta dei Templari è risultata antesignana della dieta mediterranea, i monaci mangiavano poca carne (una regola diceva non più di tre volte la settimana), molti legumi (che rappresentano i più potenti prebiotici presenti in natura e il nutrimento ottimale dei batteri buoni che compongono la flora intestinale) e verdure, il pesce era frequentemente consumato ed era allevato da loro e bevevano acqua e spremuta di agrumi per arricchire la carica antibatterica oltre a fornire vitamina C e licopene, elementi utili sul piano metabolico e nella prevenzione di numerose patologie.

Dai documenti storici è inoltre emerso che i Templari avevano un modo di bere “migliore”: al posto del classico vino, preferivano il vino di palma a cui veniva aggiunta polpa di canapa e aloe vera (pianta con azione antisettica e antifungina, utile per gli abitanti dei paesi con climi caldi e desertici), un tipo di vino caratterizzato da un basso grado alcolico e oggi sappiamo che il basso contenuto di alcol ha una proprietà antiaggregante piastrinica del tutto simile a quella della cardioaspirina. Inoltre, lo stesso vino di palma serviva poi a liberare l’acqua da parassiti e agenti patogeni.

Rispetto all’alimentazione classica del tempo, prevalentemente a base di carne (specialmente per le classi agiate), i Templari prediligevano un’alimentazione a ridotto contenuto di grassi, che allontanava il rischio di tumori del tratto digestivo e di sindrome metabolica, che da sempre costituisce un terreno fertile per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

Accanto all’attenta dieta alimentare avevano anche principi di comportamento (completamente attuali) da rispettare per evitare il diffondersi delle infezioni, l’igiene in tavola aveva la sua importanza: il refettorio doveva essere sempre ben pulito ed in ordine, le tovaglie dovevano essere sempre pulite ed erano obbligati a lavarsi sempre le mani prima di consumare ogni pasto. Inoltre era vietato a chi faceva lavori manuali, ad esempio i contadini, di servire il cibo in tavola, in modo da mantenere la giusta igiene durante i pasti.

La dieta e le abitudini di vita quindi potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari.

La dieta dei Templari ultima modifica: 2017-11-17T16:58:40+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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