La città delle 1000 finestre

262 visualizzazioni Scrivi un commento

Berat è una città ottomana perfettamente conservata. Si trova in Albania, a poco più di 100 km da Tirana, ed è un autentico gioiello ed è impossibile non innamorarsene ammirandola dal ponte sul fiume Osumi o passeggiando nei suoi antichi vicoli in salita. Berat è una delle poche città dell’Albania che durante il regime comunista è stata conservata come se fosse una città museo e pertanto non ha vissuto stravolgimenti. Nel 1961 è stata dichiarata città-museo e patrimonio dell’UNESCO nel 2008.

 Berat, anche detta la città dalle mille finestre, è soprannominata così per un singolare fenomeno: con la luce del sole, i tanti vetri delle case rimandano vivacissimi riflessi come in nessuna altra parte del mondo. Ha origini antiche (le prime notizie storiche nel quinto secolo d.C.) e, il suo nome, evoca il chiarore dell’atmosfera e dell’architettura. Già arrivando in prossimità della città si possono vedere le colline iniziano a luccicare: sono appunto le migliaia di vetri delle finestre dei quartieri Mangalem e Gorica che riflettono la luce del sole. Appartengono a centinaia di case, attaccate le une alle altre, dai muri bianchissimi, i tetti rosso scuro, le finestre simili a fessure incise nelle pareti, attraversate da stretti vicoli poco più larghi delle finestre, abbarbicate sulle pendici dei monti Tomorri e Shpirag che il fiume Osum divide attraversando Berat. La leggenda narra che le vette dei monti Tomorri e Shpirag fossero fratelli rivali innamorati della stessa fanciulla. Una passione fatale: si sfidarono a duello e morirono entrambi. Le lacrime della ragazza diedero origine alle acque del fiume Osum.

La città di Berat è sovrastata dal Castello (da cui si gode un bellissimo panorama sulla città), per secoli vero cuore della città, a lungo una delle più popolose dell’Albania. Le sue alte e poderose mura risalgono al IV secolo a.C.; interrotte da 24 torri, racchiudono una cittadina ancor oggi abitata da alcune centinaia di persone. All’interno del castello si trovano case dai muri di pietre candide, identiche a quelle che pavimentano strade e vicoletti, piccoli negozi, magiche finestre dagli infissi di legno scuro come i portoni istoriati che nascondono giardini segreti, alberi carichi di frutti, pergolati d’uva, piccoli ristorantini tenuti con cura. Si trovano anche innumerevoli edifici storici, tra questi la Cattedrale di Santa Maria, costruita nel 1700 su un edificio più antico, oggi sede del Museo Onufri che ospita numerose opere d’arte medioevali, icone, oggetti d’argento, calici, miniature; e ancora la Chiesa di S. Michele, dalla grande cupola affrescata con figure di apostoli o la moschea del 1500.

Come detto, i due quartieri di Berat sono Gorica e Mangalem: il primo, sorge sul lato opposto del fiume Osum rispetto al castello, e rappresenta il quartiere cristiano della città. Può essere raggiunto percorrendo una passerella pedonale che collega il quartiere al centro di Berat, oppure passando dal ponte in pietra a sette arcate costruito nel 1780. Il quartiere Mangalem è il quartiere mussulmano e lo si capisce immediatamente in quanto si vedono svettare i  tre minareti di tre moschee: la Moschea del Sultano, la Moschea di Piombo, così chiamata per la copertura delle sue cupole e la Moschea degli Scapoli.

 

La città delle 1000 finestre ultima modifica: 2017-12-25T12:00:35+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *