In Italia il canyon più bello

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Il supramonte è un vasto altopiano Calcareo-Dolomitico, compreso fra i paesi di Baunei , Urzulei , Orgosolo , Oliena e Dorgali (distribuiti tra le province di Nuoro e Ogliastra) che si estende dalle pendici del Gennargentu fino al Golfo di Orosei. La morfologia di questo territorio è alquanto complessa e accidentata: il bianco paesaggio è infatti segnato da grandi canaloni calcarei che a volte giungono sino al mare, da strette gole, profonde doline, suggestive grotte, ampi pianori, alte pareti a falesia e cime che superano i mille metri di altezza. In realtà esiste un supramonte per ognuno dei paesi sopra citati  e per questo motivo è più corretto definire l’insieme come supramontes, la loro struttura geologica è pressoché simile.

Le acque piovane che si concentrano nel rio Flumineddu, attraversando il Supramonte, hanno eroso, levigato e dissolto la roccia calcarea fino a formare la gola di Gorropu. I supramontes sono prevalentemente costituite da rocce carbonaiche mesozoiche (originatesi da 170 a 65 milioni di anni fa) e dal basso verso l’alto in esse si possono distinguere: formazione di Dorgali (costituita da dolomie grigiastre); formazione Di Monte Tului (costituita da calcari compatti, ben stratificati, bruni o biancastri); formazione di Monte Bardia (costituita calcari organogeni bianchi e ben distinguibili nelle cime dei monti); formazioni cretaciche (costituite prevalentemente da calcari marnosi e marne, sono state distinte in  Orizzonte di Orudé e formazione di Gorropu).

La gola di Gorropu segna il confine naturale tra i territori comunali di Urzulei e Orgosolo, è lunga circa 1,5 km e sprofonda per circa 500 mt; sul fondo si restringe sino a raggiungere in alcuni punti la larghezza minima di 4-5 m. La dimensione e la forma caratteristiche rendono Gorropu un luogo di altissimo pregio e di valenza mondiale, un autentico capolavoro della natura e allo stesso tempo un prezioso scrigno di biodiversità.

La gola di Gorropu, oltre che un importante monumento geologico-ambientale, rappresenta, anche un importante monumento storico e culturale. In passato il canyon ebbe una fondamentale funzione strategica e difensiva: era di certo un luogo non percorribile per gli eserciti invasori che, attraversando le sue strette pareti, diventavano facile preda dei sardi. La tradizione parla della Madre di Gorropu, una spaventosa creatura che dimora all’interno del canyon e di Sos drullios, creature malvagie che durante le notti tempestose escono dalle grotte nascoste nella gola  e trascinano via uomini, animali e costruzioni del Supramonte.

Nella gola di Gorropu è possibile trovare gran parte della fauna tipica del Supramonte: dal muflone alla martora, dal cinghiale al gatto selvatico, dalla volpe al ghiro, dallo sparviero al falco della regina. Inoltre qui è possibile trovare la rara aquila reale che, tra le alte paret del canyon , nidifica ancora con diversi esemplari. Nell’ingresso a valle del canyon, le acque del rio Flumineddu formano laghetti cristallini dove ancora sopravvivono il Tritone sardo e la Trota sarda.

Per quanto riguarda la flora, l’ambiente è caratterizzato da spettacolari esemplari di ginepro, da tassi millenari e da vaste foreste primarie di leccio. Molto diffuse anche le specie caratteristiche della macchia mediterranea: la fillirea, le eriche, i cisti, il lentisco.. oltre agli oleandri all’interno delle còdule, al pero selvatico, al terebinto, all’acero trilobo e alla ginestra dell’Etna.

Il Supramonte rappresenta la regione più selvaggia dell’Isola, pertanto, nell’affrontare i percorsi a piedi, è necessario considerare la morfologia del territorio, caratterizzata da suolo accidentato, con forti divari altimetrici, assenza di segnaletica, orientamento estremamente difficile, rari punti sosta attrezzati, difficoltà di reperimento di fonti di approvvigionamento idrico e scarsa copertura GSM. È assolutamente sconsigliato affrontare tali percorsi da soli, meglio rivolgersi alle società escursionistiche del luogo e munirsi di attrezzatura tecnica sportiva, in particolare scarponi da trekking.

Durante il periodo autunnale-invernale-primaverile, la caduta sassi, le improvvise piene del Rio Flumineddu ed altri imprevisti possono generare gravi situazioni di pericolo per l’incolumità di coloro che si trovano all’interno della gola. In tale periodo il personale addetto alla gestione del canyon potrebbe non essere presente in sito, per questo motivo è vivamente sconsigliato l’ingresso. Le escursioni in questa zona sono consigliate tra fine marzo sino massimo alla prima settimana di novembre.

 

 

In Italia il canyon più bello ultima modifica: 2018-04-20T14:47:02+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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