Ipogonadismo, un problema da uomini

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L’ipogonadismo è una malattia caratterizzata da un’insufficiente quantità di testosterone (<10/12 nmol/l, si parla di ipogonadismo serio se i valori sono <7nmol/l). Le cause sono numerose: la produzione di testosterone è dovuta ad stimolazioni ormonali che hanno origine nell’ipotalamo e nell’ipofisi. L’ipofisi, stimolata dall’ormone GnRh (Gonadotrophine releasing hormone) rilasciato dall’ipotalamo, produce gonadotropine, che una volte giunte ai testicoli danno il via al segnale per la produzione di testosterone.
Il testosterone è un ormone responsabile dei caratteri sessuali propri del sesso maschile, e questa malattia ha diverse conseguenze in base all’età di comparsa. Nel caso in cui venga rilevato prima della pubertà può bloccare la crescita dell’organismo e lo sviluppo dell’apparato sessuale. Possono risultare compromesse anche la produzione di spermatozoi e di conseguenza la futura fertilità. Il ragazzino può conservare caratteristiche sessuali infantili: organi sessuali poco sviluppati, voce non modificata, barba rada e pochi peli, muscoli atrofici.
Se l’ipogonadismo si sviluppa in età adulta, si può avere la riduzione del desiderio e dell’attività sessuale. Nelle forme più serie si può arrivare alla riduzione del volume dei testicoli e della quantità di barba e di peluria. Si può avere riduzione della massa muscolare e comparsa di osteoporosi.
Esistono due tipi di ipogonadismo: primario e secondario. Il primario è dovuto a malattie che colpiscono i testicoli riducendone l’attività e la produzione di testosterone.  Tra queste possiamo ricordare la Sindrome di Klinefelter (colpisce un bambino su 500), una malattia genetica caratterizzata dalla presenza di tre cromosomi sessuali (XXY), anziché due (XY). L’aspetto delle persone colpite da questa sindrome può essere normale, anche se spesso c’è una sproporzione corporea, i soggetti presentano testicoli atrofici e sono sterili. In alcuni casi si può verificare un aumento del volume del seno. Il criptorchidismo è dovuto alla mancata discesa dei testicoli nello scroto, restano nell’addome o nell’inguine avendo quindi uno sviluppo e una funzionalità ridotti. Inoltre, anche l’essere colpiti da alcune malattie infettive da adulti (ad esempio parotite), radioterapia possono essere cause di ipogonadismo.
L’ipogonadismo secondario è dovuto a malattie a carico di ipotalamo o ipofisi, con conseguente scarsa produzione di gonadotropine. Alcuni esempi di questo sono: tumori benigni che colpiscono l’ipofisi, malformazioni congenite di ipotalamo o ipofisi, traumi cranici, disturbi vascolari, alcune malattie genetiche (ad esempio Sindrome di Kallmann, provoca alterazioni all’ipofisi che non è più in grado di produrre gonadotropine).
Per scoprire se si soffre di questo disturbo è necessario effettuare una visita specialistica a seguito della quale verranno fatti fare esami del sangue per valutare i livelli degli ormoni prodotti da ipofisi, ipotalamo e testicoli. ; degli ormoni luteinizzante, follicolo-stimolante e prolattina. Per valutare la salute degli organi genitali, di ipotalamo ed ipofisi vengono fatte radiografie ed ecografie. Per capire con precisione la natura dell’ipogonadismo è necessaria la biopsia del testicolo.
L’ipogonadismo si tratta con l’assunzione di testosterone (iniezioni, cerotti o pastiglie), assolutamente necessaria la prescrizione del medico. Esistono anche dei preparati di gel idroalcolico contenenti testosterone. Negli adulti, in caso di ipogonadismo primario si somministra testosterone, mentre per quanto riguarda l’ipogonadismo secondario la cura varia in base alle necessità riproduttive: solitamente si ricorre al testosterone, nel caso in cui l’uomo affetto da sterilità voglia avere figli vengono utilizzate le gonadotropine per facilitare la maturazione degli spermatozoi.
Nei bambini viene somministrato testosterone per stimolare lo sviluppo fisico, in alcuni casi però possono venire prescritte le gonadotropine.

Ipogonadismo, un problema da uomini ultima modifica: 2015-10-05T17:16:03+00:00 da Serena Bodei
Bio Autore

Serena Bodei

Da anni attiva nel mondo dell'informazione, scrive per Dimensione Medica dal 2014.

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